Ha vinto la Brexit. La Gran Bretagna fuori dall’UE. Cameron: non mi dimetto ma a ottobre nuova leadership

I britannici hanno scelto di essere extracomunitari. La Brexit ha prevalso sul “Remain” con il 52% delle preferenze e la Gran Bretagna diventa da oggi un Paese Extracomunitario. La bandiera europea ha di fatto una stella in meno, la stella che aveva di fatto contribuito ad apporre lo statista inglese Winston Churchill, ideatore degli Stati Uniti d’Europa, tra i padri fondatori dell’ Europa unita che poneva fine ai i germi del nazionalismo e bellicismo europeo.

A dare per primo l’annuncio della vittoria della Brexit al referendum celebrato ieri è stata la BBC.

Reazioni interne alla Gran Bretagna: Il primo ministro David Cameron ha annunciato che a ottobre ci sarà un nuovo premier: “Volevo ringraziare tutti quelli che hanno partecipato alla mia campagna ma anche quelli che hanno partecipato alla campagna del Leave. Tutto il mondo ha guardato alla nostra scelta. Voglio rassicurare sia i cittadini inglesi in Europa o i cittadini europei in Inghilterra, che non ci saranno cambiamenti”.
“A ottobre ci vorrà una nuova leadershep”. E ha aggiunto: “Rimango per ora per una stabilità nell’interesse nazionale”

Ripercussioni economiche – Dopo l’annuncio le monete registrano le prime ripercussioni: la sterlina è crollata ai minimi di oltre 30 anni e l’euro è scivolata sotto 1,10 dollari da un massimo di oltre 1,14, toccando il livello più basso dallo scorso marzo.
Le quotazioni dell’oro sono salite del 4,9% a 1.318,78 dollari l’oncia. Il petrolio affonda, con le quotazioni a New York che perdono il 5,4%.

Ripercussioni sulle borse mondiali – A Tokyo l’indice Topix ha esteso le perdite all’8.1%. La Borsa di Londra è crollata del 7,58% in avvio. Parigi cala 8% in partenza. Francoforte giù al 9,94% in avvio.
A Milano in apertura segnava un calo teorico dell’indice Ftse Mib del 14,60%. Praticamente tutti i titoli principali di Piazza Affari non riescono a fare prezzo in avvio e sono stati posti in asta di volatilità. Il listino è stato sospeso.

Ripercussioni interne alla Gran Bretagna: Sua Maestà la Regina potrebbe perdere anche la Scozia e l’Irlanda del Nord che hanno votato a favore dell’Europa e che ora evocano la possibilità di separarsi dalla Gran Bretagna e, per l’Ulster, poter unificarsi con l’Eire.

In Scozia vince il “remain” ma con la Brexit si invoca un nuovo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito – Il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, ha fatto sapere in una nota che “La Scozia ha dato un voto forte e inequivocabile per rimanere nella Ue. E mentre il risultato generale deve ancora essere dichiarato, il voto qui rende chiaro che il popolo della Scozia vede il proprio futuro come parte dell’ Unione Europea”. La leader degli indipendentisti sell’Snp, nei giorni scorsi ha più volte evocato che, in caso di Brexit, Edimburgo organizzi un nuovo referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito.

In Irlanda del Nord vince il Remain, ma la Brexit favorisce l’ipotesi di riunificazione dell’Irlanda – Martin McGuinness, vice premier dell’Irlanda del Nord, dove ha vinto il “Remain” con 440.437 voti contro i 349.442 andati al “Leave”, secondo il Guardian avrebbe dichiarato che con l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue,l’Irlanda dovrebbe andare al voto per la propria riunificazione.
Il leader dello Sinn Fein dichiara che “L’elettorato dovrebbe avere il diritto di votare per mantenere un ruolo nell’Unione Europea”.

In Galles ha vinto il “Leave” – Il Galles ha votato a favore dell’uscita dall’Europa con 0,85 mln contro 0,77.

Brexit: Reazioni e commenti in Europa – Il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier invita per sabato i colleghi degli Stati fondatori dell’Ue per consultazioni a Berlino.

Il Parlamento europeo si riunirà martedì prossimo in sessione straordinaria sulla Brexit. Lo ha deciso la Conferenza dei presidenti dei gruppi politici. Il Parlamento europeo chiederà a Londra di formalizzare la richiesta di uscita dall’Ue.

Il presidente del Consiglio europeo,Tusk, annuncia una riunione informale dei leader dei 27. “Siamo determinati a garantire la nostra unità come Ventisette: per noi l’Unione è il quadro del nostro futuro comune”.

Il presidente del Parlamento Ue Schulz ha dichiarato: “Per 40 anni i rapporti del regno Unito con l’UE sono stati ambigui.Ora saranno chiari. la volontà degli elettori deve esser rispettata, ora servono negoziati per l’uscita,chiari e rapidi” .

La Bce ha deciso di aspettare a convocare una riunione mentre la Bank of England afferma di aver assunto “estensivi piani di emergenza”.

Il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel scrive su twitter: “Maledizione, un brutto giorno per l’Europa”.

Il leader degli euroscettici olandesi Wilders esulta su Brexit: “Hurrah per i britannici, ora è il nostro turno, è tempo per un referendum olandese”.

In Francia la leader del Front National, Marine Le Pen, via twitter scrive “Dalla Brexit alla Frexit”.

Brexit: Reazioni e commenti in Italia – Il PD ha rinviato la riunione della direzione prevista per questo pomeriggio, e con tutta probabilità slitterà a venerdì della prossima settimana. A quanto si apprende il rinvio è collegato all’esito del referendum sulla Brexit.

A Palazzo Chigi si è tenuta nella mattina di venerdì una riunione sugli esiti del referendum britannico, convocata dal premier Renzi.
Al vertice hanno preso parte il ministro degli Esteri Gentiloni, quello dell’Economia Padoan, dello Sviluppo Economico Calenda, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Minniti e il governatore della Banca d’Italia Visco.

Matteo Salvini, leader della Lega commenta con entusiasmo: “Grazie Uk, ora tocca a noi”.

Unimpresa, attraverso il suo presidente, Paolo Longobardi, chiede subito un piano economico straordinario congiunto tra i Paesi membri dell’Ue: “L’esito del referendum della Gran Bretagna sulla cosiddetta Brexit apre uno scenario tanto inedito quanto inquietante. E’ il momento delle risposte concrete. Noi siamo europeisti convinti, ma non ci sorprendiamo dello scetticismo crescente tra i cittadini del Vecchio continente che nell’Unione europea vedono ormai sempre meno un soggetto portatore di vantaggi. Al contrario, le istituzioni Ue sono per molti il simbolo della crisi e della recessione. Questa spirale va immediatamente interrotta e va fatto non tanto con le solite passerelle dei capi di governo nell’ennesimo, inutile summit straordinario, ma va interrotta con il varo, congiunto, di misure concrete per le famiglie e per le imprese. Serve un piano economico straordinario concordato tra tutti i Paesi membri dell’Unione europea” ha dichiarato attraverso una nota Longobardi.

Autore: Donato Paolino

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