How to change the world: 45 anni di Greenpeace raccontati in un documentario

Torino, 13 ottobre 2015 – “How to change the world” (come cambiare il mondo) è il titolo del film documentario diretto da Jerry Rothwell che racconta la nascita e la storia dei 45 anni di Greenpeace, presentato al Festival Cinemambiente a Torino.

[easy_ad_inject_1]Il regista di documentari, Jerry Rothwell, in questo docu-film ha voluto raccontare la storia di Greenpeace dai sui primi anni fino ad oggi, con un idealismo senza limiti e l’ottimismo della prima ora, fino ai conflitti interni che hanno accompagnato la rapida ascesa di una delle più grandi organizzazioni no profit in tutto il mondo.

Un film mozzafiato, come lui stesso lo definisce, su forse il più importante punto di svolta politica e culturale della nostra civiltà negli ultimi 50 anni.

Tutto ha inizio a Vancouver, in canada, nel 1971, quando un gruppo di amici, tra cui Bob Hunter, noleggia un peschereccio, il Phyllis Cormack per salpare verso Amchitka, nel Pacifico settentrionale, e mettere in atto una protesta contro un imminente test nucleare in un’isola dell’Alaska, voluto da Richard Nixon, all’epoca Presidente degli Stati Uniti. Il test nucleare fu comunque eseguito nonostante l’imbarcazione si fosse avvicinata moltissimo alla zona di esercitazione militare, ma da quel giorno tutto iniziò a cambiare.

Il documentario che racconta le gesta di Greenpeace ha già ricevuto il premio World Doc Special Jury Award durante il Sundance Festival 2015.

Jerry Rothwell, per realizzare il film ha utilizzato un archivio incredibile di filmati inediti, ispirandosi ad libro “Warriors of the Rainbow: A Chronicle of the Greenpeace Movement” scritto da Bob Hunter, uno dei padri fondatori di Greenpeace.

Sin dalla sua fondazione nel 1971, Greenpeace ha dimostrato di poter raggiungere la vittoria per la tutela dell’ambiente, anche contro potenti corporazioni e governi irragionevoli. Con sedi in tutto il mondo e grazie alle centinaia di migliaia di sostenitori è riuscita ad esercitare la pressione necessaria per proteggere il pianeta dall’operato dell’uomo. Grazie ai 2,8 milioni di donatori privati in tutto il mondo Greenpeace è in grado di lavorare con successo. Così l’organizzazione può dichiararsi veramente indipendente: Greenpeace non accetta fondi da governi, partiti politici o da particolari settori.

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