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I Muse a Roma: alternative rock per l’unica tappa italiana del tour europeo non senza qualche lamentela

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Roma, 20 luglio 2015 – I Muse hanno conquistato Roma con il loro alternative rock. Per la band britannica sono giunti nella capitale oltre 40 mila fan per assistere al loro concerto, facendo registrare il sold out per l’unica tappa italiana del tour europeo dei Muse, che si è tenuto il 18 luglio all’Ippodromo delle Capannelle.

[easy_ad_inject_1]Un’ora e mezza di musica che ha incantato il pubblico ma stavolta senza scenografie spettacolari rispetto ai precedenti concerti della band. All’Ippodromo delle Capannelle, a farla da padrone è stata la musica contornata da giochi di luce, video e megapalloni che sono stati fatti volteggiare sui fan prima dei bis finali.

La band ha portato sul palco il nuovo album “Drones” che è uscito appena il mese scorso. Ad aprire il concerto, i Nothing But Thieves, un gruppo inglese, che si ispira a Foo Fighters, Led Zeppelin e Arcade Fire, che hanno intrattenuto i fan fino a poco dopo le 22, quando i Muse hanno iniziato ad inebriare con la loro musica il pubblico presente.

Oltre a proporre i nuovi brani, come Psycho, Reapers e Mercy, i Muse hanno eseguito tanti pezzi dei sei precedenti album, con brani storici quali Times is runng Out, Supermassive Black Hole e Apocalypse Please.

I tre ragazzi britannici, Matthew Bellamy, Chris Wolstenholme e Dominic Howard, accompgnati da Moran Nicholls, mancavano da Roma dal 2013 quando hanno tenuto il loro concerto all’Olimpico di Roma davanti a 60 mila fan, scegliendo di registrare proprio in quell’occasione il dvd ufficiale del tour mondiale.

I Muse sono un gruppo musicale alternative rock britannico che si è formato nel 1992 a Teignmouth, nel Devon. Si sono imposti e fatti conoscere grazie al loro stile musicale molto eclettico che raccoglie influenze di più generi come elettronica, progressive rock, spesso segnati da una vena sinfonica e orchestrale.

Con i loro sei album alle spalle e l’ultimo appena pubblicato, i Muse hanno venduto oltre venti milioni di copie in tutto il mondo.
Il concerto di Roma porta il marchio Rock in Roma 2015.

Ma c’è anche qualche lamentela – Secondo alcune fonti di stampa sarebbero state sollevate alcune critiche per la location e ai “toni” troppo bassi concessi alla band dal rock esplosivo. Per quanto riguarda la location qualche critica è stata fatta alla visuale inesistente, dovuta appunto al luogo scelto per il live, e dell’audio piuttosto basso ad una certa distanza dal palco.
Ma qualcuno insoddisfatto si trova sempre. E a voi? Sono piaciuti? Dite la vostra con un commento sotto.
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Vincent Dimaggio
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