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Ictus: l’elettrostimolazione del cervello può ridare movimento al braccio immobilizzato

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Chicago (USA), 22 ottobre 2015 – Stimolando una specifica area del cervello si potrebbe ridare movimento al braccio immobilizzato del paziente colpito da ictus, rimasto con parti del corpo che non rispondono più ai segnali inviati dal cervello.

[easy_ad_inject_1]La speranza arriva da uno studio condotto su trenta pazienti dai ricercatori della Georgetown University Medical Center (GUMC), presentato al meeting annuale della Society for Neuroscience, ‘Neuroscience 2015′ in corso a Chicago, negli Stati Uniti.

I ricercatori hanno scoperto che l’elettrostimolazione una zona specifica del cervello, in modo indolore e non invasivo, può influenzare i movimenti del braccio. Ciò fa sperare che, in futuro, un breve ciclo di terapia potrebbe contribuire a liberare il braccio e ristabilire l’uso dell’arto nei pazienti colpiti da ictus.

La ricerca è la prima nel suo genere a concentrarsi sui cambiamenti transitori e su come la stimolazione magnetica transcranica (TMS) possa incidere in pazienti con grave e invalidante compromissione del braccio post-ictus.

“Pochi studi hanno preso in esame questa popolazione gravemente compromessa, la maggior parte dei quali mira a migliorare i danni relativamente a lievi movimenti, e, di conseguenza, nessun trattamento convalidato è a disposizione per aiutare le persone con le disabilità più gravi”

ha detto Rachael Harrington, uno degli autori della ricerca, che fa parte del programma interdisciplinare di Neuroscienze presso la Georgetown University Medical Center.

La attuali tecniche di riabilitazione, spiegano i ricercatori, non riescono ancora a dare una risposta adeguata e la ricerca in questo campo procede lentamente. I risultati di questo studio offrono dunque nuova speranza ai molti pazienti colpiti da ictus rimasti con una grave disabilità che impedisce loro di muovere un braccio.

Dallo studio è emerso che l’elettrostimolazione zona del cervello opposta al lato colpito dall’ictus può avere un ruolo speciale nel recupero dei pazienti più gravemente compromessi. Utilizzando la stimolazione magnetica transcranica (TMS) sul lato sano del cervello può aiutare ad insegnargli a controllare il braccio rimasto immobilizzato.

“Stimolare questo settore più volte potrebbe costringere il cervello a utilizzare questa zona latente. Neuroni che si accendono insieme per legare insieme. Questi risultati offrono ai pazienti colpiti da ictus la speranza di poter essere in grado di muovere ed usare nuovamente la funzione del braccio, riacquistando indipendenza e una migliore qualità di vita”

dice Harrington.

Attualmente la stimolazione magnetica transcranica (TMS) è approvata dalla FDA solo per i casi di depressione resistente e testata come trattamento per una grande varietà di disturbi cerebrali.

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Vincent Dimaggio
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