Ignazio Marino. Pagherò di tasca le spese sostenute con la carta di credito. Beppe Grillo:”Deve dimettersi”

Roma, 8 ottobre 2015 – Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, vuole mettere fine alle polemiche e ha annunciato che pagherà personalmente tutte le spese sostenute con la carta di credito del Comune di Roma, poco meno di 20 mila euro spesi per rappresentanza.

[easy_ad_inject_1] “In questi due anni ho speso con la carta di credito messa a mia disposizione dal Comune meno di 20.000 euro per rappresentanza, e li ho spesi nell’interesse della città. E’ di questo che mi si accusa? Bene, ho deciso di regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del Comune a mio nome”, ha detto Marino.

Tra le cene sospette della polemica c’è quella del 26 ottobre 2013 che per Marino “è relativo ad una cena offerta per motivi istituzionali ad alcuni rappresentanti di Sant’Egidio” ma proprio la Comunità ha smentito con una nota che recita: “Alla ormai famosa cena non è stato invitato né ha partecipato alcun nostro responsabile”. Di più: “Anche nei due anni successivi, fino ad oggi, non sono mai stati offerti pranzi o cene, a spese del sindaco Marino, a responsabili della Comunità di Sant’Egidio”.

“Di che cosa si preoccupano oggi i romani – scrive Marino in una nota – Dei rifiuti, dei trasporti pubblici o degli scontrini delle mie cene di lavoro? Ciascuno si dia la sua risposta e sono convinto che la stragrande maggioranza dei cittadini sia interessata ai problemi di Roma. Di questo mi sono occupato anche oggi. Ma non è mia abitudine eludere i problemi e sono stufo di tutte queste polemiche”. E ancora. “Ho già dato mandato alla Ragioneria di calcolare questa stessa notte al centesimo le spese di rappresentanza pagate con la carta di credito e domattina staccherò l’assegno per l’intera cifra, ivi compresi quei 3.540 euro investiti nella cena con il mecenate Usmanov, arrivata alla fine di una serie di incontri che hanno portato nelle casse del Campidoglio due milioni di euro. E’ grazie a quelle risorse che stiamo restaurando, tra l’altro, la fontana del Quirinale. La mia decisione mette un punto, e adesso basta polemiche. Dato che alcuni hanno deciso di investire la Procura di questa vicenda, saranno i magistrati a ristabilire la verità – ha continuato Marino – Ma una cosa è chiara. Sono stato io a mettere on line tutti gli atti di cui si parla in queste ore. Dopo gli anni opachi e neri è la mia amministrazione ad aver portato trasparenza. Faccio questo gesto per i romani, non per chi mi attacca. Ma ora voglio che Roma guardi avanti, guardi all’impegno per il Giubileo, ai cambiamenti necessari perché i cittadini vivano meglio in una città più moderna e accogliente. Guardo all’obiettivo giubilare, all’anno che si apre in anticipo l’8 dicembre e che si chiuderà a fine novembre del 2016. E’ una sfida che Roma, con lo sforzo di tutti i cittadini e con il concorso del governo, saprà vincere”.

Marino non si dimette e rilancia “Da due anni c’è il tentativo di sovvertire la scelta democratica dei cittadini. Io continuerò sulla strada del cambiamento e gli stessi cittadini giudicheranno”, ha concluso il sindaco. Sono giorni difficili per l’inquilino del Campidoglio. “Vuole andare avanti ma è turbato da queste eccessive polemiche”, ha spiegato l’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella. In giunta “abbiamo parlato dei problemi dell’Atac e poi il sindaco ci ha comunicato la sua intenzione” ovvero “chiudere le polemiche ed andare avanti non restituendo dei soldi alla città ma regalandoli. È il momento però di dare un grande scatto di cambiamento in questa città perché non ci sono più alibi. Poi saranno i magistrati a giudicare sulle spese”.

La Procura della Repubblica di Roma che ha aperto un fascicolo su esposto di “Fratelli d’Italia” sulle spese di Marino, chiederà entro le prossime ore gli atti relativi all’utilizzazione del carta di credito.

Sul piede di guerra Beppe Grillo secondo il quale Marino: “Deve lasciare e Roma deve tornare al voto”. Il Movimento 5 stelle romano in una nota ha attaccato Marino: “Dopo l’apertura del fascicolo da parte della Procura sulle spese del sindaco e le smentite da parte del ristoratore sulle sue dichiarazioni scritte, invitiamo Marino a dimettersi. Non lo riteniamo degno di ricoprire la carica di sindaco della città di Roma. Invitiamo l’istituzione capitolina a non assumere più iniziative, né a diramare comunicati a difesa di Ignazio Marino”. Non è più una questione di legittimità – dice il deputato Alessandro Di Battista – ora è diventata una questione morale per questo si deve dimettere”. Ma il sindaco non ci pensa proprio alle dimissioni. In sua difesa è intervenuto Fabrizio Panecaldo, il capogruppo dem in Campidoglio e coordinatore della maggioranza capitolina: “L’opposizione ha deciso di alzare un polverone ma c’è una doverosa inchiesta da parte della magistratura perché in Italia esiste l’obbligo dell’azione penale. Noi preferiamo parlare dei problemi della città, abbiamo delle scadenze come il Giubileo e un impegno sul decoro e sui trasporti e come Pd vogliamo occuparci di questo”.
Il ristoratore: “Marino era con la moglie, altro che cena di lavoro”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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