“Il nome di Dio è Misericordia”. Martedì esce il primo libro di Papa Francesco

Città del Vaticano, 10 gennaio 2016 – E’ prevista per martedì prossimo 12 gennaio l’uscita in libreria del primo libro di Papa Francesco dal titolo “il nome di Dio è Misericordia”. Si tratta di un libro-intervista scritto dal vaticanista ed editorialista della Stampa Andrea Tornielli e uscirà in 86 paesi del mondo.

Nel libro si raccolgono diversi argomenti che il Papa ha più volte affrontato diffondendo la parola da buon pastore e primo fra tutti un richiamo proprio alla vera missione della Chiesa Cattolica che non può non essere improntata alla Misericordia: “Spero che il Giubileo straordinario faccia emergere sempre di più il volto di una Chiesa che riscopre le viscere materne della misericordia e che va incontro ai tanti ‘feriti’ bisognosi di ascolto, comprensione, perdono e amore” dice il Papa nel libro e che traccia la differenza tra peccatore e corrotto: quest’ultimo, dice papa Bergoglio “non si pente e finge di essere cristiano”.

Peccato e peccatore
: “La Chiesa condanna il peccato perché deve dire la verità: questo è un peccato. Ma allo stesso tempo abbraccia il peccatore che si riconosce tale, lo avvicina, gli parla della misericordia infinita di Dio”, dice Francesco. “Dobbiamo tornare al Vangelo. Là troviamo che non si parla solo di accoglienza e di perdono, ma si parla di ‘festa’ per il figlio che ritorna”.

Anche il Papa è peccatore: “Il Papa è un uomo che ha bisogno della misericordia di Dio. L’ho detto sinceramente, anche di fronte ai carcerati di Palmasola, in Bolivia. A loro ho ricordato che anche san Pietro e san Paolo erano stati carcerati”, racconta il Papa. “Ho un rapporto speciale con coloro che vivono in prigione, privati della loro libertà. Sono stato sempre molto attaccato a loro, proprio per questa coscienza del mio essere peccatore. Ogni volta che varco la porta di un carcere per una celebrazione o per una visita, mi viene sempre questo pensiero: perché loro e non io? Io dovrei essere qui, meriterei di essere qui. Le loro cadute avrebbero potuto essere le mie, non mi sento migliore di chi ho di fronte”. “Posso leggere la mia vita attraverso il capitolo 16 del Libro del profeta Ezechiele. Leggo quelle pagine e dico: ma tutto questo sembra scritto per me! Il profeta parla della vergogna, e la vergogna è una grazia: quando uno sente la misericordia di Dio, ha una grande vergogna di se stesso, del proprio peccato”, prosegue il Papa. “Quel testo di Ezechiele insegna a vergognarti, fa sì che tu ti possa vergognare: con tutta la tua storia di miseria e di peccato, Dio ti rimane fedele e ti innalza. Io sento questo”.

La corruzione e i corrotti: “La corruzione è il peccato che invece di essere riconosciuto come tale e di renderci umili, viene elevato a sistema, diventa un abito mentale, un modo di vivere. Non ci sentiamo più bisognosi di perdono e di misericordia, ma giustifichiamo noi stessi e i nostri comportamenti. Il peccatore pentito, che poi cade e ricade nel peccato a motivo della sua debolezza, trova nuovamente perdono, se si riconosce bisognoso di misericordia. Il corrotto, invece – sottolinea – è colui che pecca e non si pente, colui che pecca e finge di essere cristiano, e con la sua doppia vita dà scandalo.

Omosessuali: “Io – dice il Papa – preferisco che le persone omosessuali vengano a confessarsi, che restino vicine al Signore, che si possa pregare insieme. Puoi consigliare loro la preghiera, la buona volonta’, indicare la strada, accompagnarle”. “Avevo detto: se una persona e’ gay, cerca il Signore e ha buona volonta’, chi sono io per giudicarla?”. “Avevo parafrasato a memoria – spiega il Papa – il Catechismo della Chiesa Cattolica, dove si spiega che queste persone vanno trattate con delicatezza e non si devono emarginare”. “Innanzitutto – confida – mi piace che si parli di ‘persone omosessuali’: prima c’e’ la persona, nella sua interezza e dignita’. E la persona non e’ definita soltanto dalla sua tendenza sessuale: non dimentichiamoci che siamo tutti creature amate da Dio, destinatarie del suo infinito amore”.

Abusi sessuali: “Una volta – racconta Papa Francesco – ho sentito di una donna, sposata da anni, che non si confessava più perché quando era una ragazza di 13 o 14 anni il confessore le aveva domandato dove metteva le mani quando dormiva. Ci puo’ essere un eccesso di curiosita’, in materia sessuale, soprattutto. Oppure un’insistenza nel fare esplicitare particolari che non sono necessari” e spiega “Il modello che deve seguire ogni sacerdote nel confessionale è quello del Padre nella parabola del Figliol prodigo”. Il Papa ricorda l’incontro con un ragazza che si prostituiva. “Mi ha detto: ‘Sono contenta, padre, vengo a ringraziare la Madonna per una grazia ricevuta’. Era la piu’ grande dei suoi fratelli, non aveva il papa’ e per aiutare a mantenere la famiglia si prostituiva: ‘Non c’era altro lavoro nel mio villaggio…’. Mi ha raccontato che un giorno nel postribolo e’ arrivato un uomo. Si trovava li’ per lavoro, veniva da una grande citta’. Si sono piaciuti e alla fine lui le ha proposto di seguirlo. Per tanto tempo lei si era rivolta alla Madonna chiedendole di darle un lavoro che le permettesse di cambiare vita. Era tutta felice di poter smettere di fare cio’ che faceva”.

Risposati: “Io ho una nipote che ha sposato civilmente un uomo prima che lui potesse avere il processo di nullità matrimoniale. Volevano sposarsi, si amavano, volevano dei figli, ne hanno avuti tre. Il giudice civile aveva assegnato a lui anche la custodia dei figli avuti nel primo matrimonio. Quest’uomo era tanto religioso che tutte le domeniche, andando a messa, andava al confessionale e diceva al sacerdote: ‘Io so che lei non mi puo’ assolvere, ma ho peccato in questo e in quest’altro, mi dia una benedizione'”. “Questo – commenta Papa Francesco – e’ un uomo religiosamente formato”.

Nullità matrimoniale: “Proprio in questi giorni – racconta Francesco – ho ricevuto l’e-mail di una signora che abita in una citta’ dell’Argentina. Mi racconta che venti anni fa si era rivolta al tribunale ecclesiastico per iniziare il processo di nullita’ matrimoniale. Le ragioni erano serie e fondate. Un sacerdote le aveva detto che si poteva procedere senza problemi, perche’ si trattava di un caso molto chiaro per quanto riguarda l’accertamento delle cause di nullita’. Ma per prima cosa, ricevendola, le aveva chiesto di pagare cinquemila dollari. Lei si e’ scandalizzata, ha lasciato la Chiesa. L’ho chiamata al telefono, ho parlato con lei. Mi ha raccontato di aver avuto due figlie che si impegnano tanto in parrocchia”.

Autore: Donato Paolino

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *