Impotenza. Dieta mediterranea e pillola dell’amore per combattere la disfunzione erettile

Napoli, 9 giugno 2015 – La dieta mediterranea si rivela un’ottimo alleato per prevenire la disfunzione erettile. I suoi effetti benefici sulla salute dell’uomo sono emersi dal XXXI Congresso nazionale di Andrologia, che si è concluso ieri a Napoli. Gli andrologi sostengono che chi segue i principi della dieta mediterranea ha un rischio minore di soffrire impotenza, o meglio di disfunzione erettile, e in più oggi sul mercato c’è un farmaco tutto italiano per curare questa patologia, ribattezzato la pillola dell’amore.

“Il tema di come il cibo può influire positivamente o negativamente sull’attività sessuale è di grande attualità, del resto siamo nell’anno di Expo, e infatti abbiamo scelto come titolo per il nostro appuntamento a Napoli L’Expo dell’uomo: l’andrologia tra medicina e culture

ha dichiarato Giorgio Franco, presidente della Società Italiana di Andrologia.

[easy_ad_inject_1]Nuovi studi sull’eiaculazione precoce e sulla disfunzione erettile, tema su cui la ricerca italiana è all’avanguardia nel mondo, rivelano infatti che un corretto stile di vita, ad iniziare dall’adozione di un regime alimentare mediterraneo combinato alla nuova pillola dell’amore messa a punto nei laboratori del nostro Paese, rappresentano due armi efficaci per combattere problemi sessuali maschili, come l’impotenza.

Gli specialisti, giunti a Napoli da tutta Europa, confermano dunque che una buona ed efficacia prevenzione comincia innanzi tutto a tavola, mentre per chi è affetto già da disfunzione erettile un aiuto arriva dall’ampia scelta di farmaci oggi disponibili sul mercato.

“I dati mostrano che gli italiani sono un popolo che mangia bene, il tasso di obesità è uno dei più bassi delle nazioni sviluppate. In generale il maschio italiano si cura, ma ancora c’è molto da lavorare sui disturbi andrologici. Ancora oggi il lasso di tempo a quando il paziente avverte i disturbi e va dal medico è lungo, si parla di uno due anni, ma qui ancora ci sono dei problemi culturali da superare. Per la donna è normale andare dal ginecologo, mentre l’uomo rifugge ancora la visita specialistica”

ha commentato Giorgio Franco.
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