Incrociare le dita disorienta il cervello fino a ridurre la percezione del dolore

Verona, 25 aprile 2015 – Non ci sono prove scientifiche che incrociare le dita porti fortuna, anche se molti lo utilizzano come gesto scaramantico, ma ora grazie ai risultati di uno studio internazionale, condotto dall’Università di Verona insieme all’University College London, si è scoperto che sovrapporre medio e indice può influenzare il modo in cui il cervello elabora la sensazione di dolore e in alcuni casi può arrivare a ridurlo.

[easy_ad_inject_1]In pratica, il gesto di incrociare le dita può confondere il modo in cui il cervello elabora le sensazioni di caldo e freddo e, in alcuni casi, può bloccare i segnali di avviso del dolore che arrivano al cervello. Sebbene i test siano stati effettuati solo sulle dita, i ricercatori ritengono che il dolore possa essere modulato applicando altri stimoli sul corpo e modificando la posizione della parte del corpo dolorante.

Nel corso dell’esperimento, invece di sottoporre i partecipanti a stimoli dolorosi reali, gli autori dello studio hanno utilizzato una tecnica nota come l’illusione della Griglia termica per creare una sensazione di dolore virtuale. L’illusione è stata creata applicando all’indice e all’anulare degli speciali cerotti termini per dare uno stimolo di caldo e uno al dito medio che dava uno stimolo freddo.

“La sensazione di bruciore che caratterizza l’illusione è dovuta all’interazione fra tre vie sensoriali: quella del caldo, quella del freddo e quella del dolore. Il caldo riduce l’attività dei recettori del freddo. Normalmente, l’attività dei recettori del freddo inibisce i nocicettori, ossia i recettori del dolore. Riducendo l’inibizione dei recettori del freddo, le cellule del dolore si attivano. Questo evoca la sensazione di bruciore caratteristica dell’illusione della Griglia termica”

ha spiegato Angela Marotta, dottoranda in Neuroscienze all’università di Verona, uno degli autori dello studio.

L’illusione della Griglia termica ad effetto caldo-freddo-caldo è nota per creare una sensazione di bruciore al dito medio, simile a quella che si prova quando viene versata dell’acqua sui piedi freddi (una senzazione, per alcuni soggetti, alquanto dolorosa).

Dai test effettuati è emerso che quando i soggetti incrociavano le dita, cioè quando il dito medio che aveva ricevuto lo stimolo freddo si è spostato verso una posizione esterna, non stando più nel mezzo rispetto alle dita che avevano ricevuto uno stimolo caldo, (incrociandosi all’anulare o all’indice) la sensazione di dolore è scomparsa. Lo studio ha anche dimostrato che l’illusione dolorosa è ricomparsa quando all’indice o all’anulare è stato dato uno stimolo freddo.

Ciò, secondo i ricercatori, accade perché il nostro cervello utilizza le informazioni relative alla posizione di ciascuno stimolo rispetto agli altri per produrre la sensazione di bruciore su un solo dito. Si è avuta dunque la prova che il cervello, nell’elaborare i segnali dolorosi che provengono dalle dita, non fa riferimento all’ordine che occupano nella mano, ma alla loro posizione nello spazio.

“Il cervello sembra utilizzi la disposizione spaziale di tutti e tre gli stimoli per elaborare la sensazione di bruciore su un solo dito”

ha aggiunto Elisa Raffaella Ferrè, assegnista di ricerca dell’University College London, co-autrice dello studio.

“Interazioni come queste possono contribuire a interpretare la variabilità della percezione del dolore. La nostra è una ricerca di base, ma suggerisce la possibilità che il dolore possa essere modulato applicando altri stimoli sul corpo e modificando la posizione della parte del corpo dolorante nello spazio. Cosi facendo si potrebbe influenzare il modo in cui il nostro cervello elabora il dolore”

ha dichiarato Patrick Haggard, professore di Neuroscienze Cognitive dell’University College London, co-autore dello studio.

I ricercatori sostengono che i risultati ottenuti potrebbero essere sfruttati nel trattamento del dolore cronico, in particolare in quei pazienti che dopo aver subito un infortunio fisico soffrono di sensazioni dolorose per molto tempo prima di guarire. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology.

Non ci resta che dire: incrociamo le dita e speriamo che il dolore passi, o almeno che si allevii.
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Autore: Vincent Dimaggio

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