Infertilità e fecondazione assistita: scienziati ottengono gameti da cellule della pelle

Valencia (Spagna), 29 aprile 2016 – Nuove speranze per combattere l’infertilità e per migliaia di coppie in tutto il mondo che lottano per concepire un figlio. Un team di scienziati spagnoli e americani, rispettivamente dell’Instituto Valenciano de Infertilidad (Ivi) e della Stanford University, sono infatti riusciti ad ottenere gameti, nel caso specifico spermatozoi, dalle cellule della pelle.

La strada è ancora lunga, dicono gli scienziati, ma la notizia è davvero incoraggiante per chi desidera realizzare il sogno di diventare genitore. I primi test effettuati sull’uomo hanno, infatti, dato buoni risultati.

In pratica, i ricercatori sono riusciti a creare un cocktail di geni per trasformare cellule della pelle umana in cellule germinali, che possono eventualmente svilupparsi in ovociti o spermatozoi utili al concepimento mediante fecondazione assistita.

I ricercatori dicono che sono stati ispirati dal lavoro del premio Nobel per la Medicina della giapponese Shinya Yamanaka e dal britannico John Gordon, nel 2012. Yamanaka e Gordon hanno scoperto che le cellule mature adulte possono essere riprogrammate per diventare immature, cellule pluripotenti, cioè cellule che possono trasformarsi in qualsiasi altro tipo di tessuto.

Ci sono voluti cinque anni di intenso lavoro per pubblicare lo studio dei ricercatori che, partendo da fibroblasti, le cellule della pelle, hanno dimostrato che è possibile ottenere cellule con marcatori compatibili con le cellule germinali.

“Cosa fare quando qualcuno che vuole avere un figlio manca di gameti, ovociti o spermatozoi? Questo è il problema che vogliamo affrontare: per essere in grado di creare gameti nelle persone che non ne hanno di loro. E’ un primo passo nella specie umana, ma gli studi sui topi hanno rivelato risultati di successo. L’obiettivo finale è quello di manipolare geneticamente le cellule della pelle per far sì che una persona che non è in grado di produrre gameti possa ottenerli e avere figli geneticamente propri”, commenta Carlos Simón, direttore scientifico dell’Ivi, Instituto Valenciano de Infertilidad.

Nel loro esperimento, il team di ricercatori, ha aggiunto un cocktail di geni a cellule della pelle, che poi hanno impiegato circa un mese per trasformarsi in cellule germinali. Le cellule germinali che potrebbero svilupparsi in ovociti o spermatozoi, non avrebbero però la capacità di fecondare, perché occorre una ulteriore fase di mutazione per creare un gamete.

Nel caso specifico gli scienziati hanno sviluppato uno spermatozoo che però, spiega l’autore della ricerca, Carlos Simón, ha bisogno di un’ulteriore fase di maturazione per diventare gamete e poter quindi fecondare, ma questo è stato solo l’inizio.

“Con la specie umana che dobbiamo fare molti più test, perché stiamo parlando della nascita di un bambino. Stiamo parlando di un lungo processo”, spiega Simón.

Un processo che deve tener conto anche di vincoli di legge in quanto la tecnica utilizzata prevede la creazione di embrioni artificiali che in questo momento è consentita solo in alcuni Paesi.

Obiettivo dei ricercatori è di trovare una soluzione per circa il 15% delle coppie in tutto il mondo che non sono in grado di avere figli e la cui unica possibilità è quella di utilizzare spermatozoi o ovociti donati.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Scientific Reports.

Autore: Donato Paolino

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