Influenza più aggressiva dello scorso anno. Saranno colpiti 5-7 milioni di italiani

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Con i primi freddi in arrivo molti italiani si ritroveranno inevitabilmente a letto con i sintomi dell’influenza che, a quanto dicono gli esperti, sarà più aggressiva di quella che ci ha lasciato lo scorso anno quando fu raggiunto il picco si 2 milioni e 600 mila italiani a letto.

Il professore Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha dichiarato all’AGI che per quest’anno sono attesi tra i tre e i cinque milioni di malati da influenza. “Non si può parlare di maggiore aggressività perché questo termine significa tutto e niente – spiega il professore – accade che quest’anno sono mutati due dei tre virus che circolano: il virus H1n1, quello dell’epidemia del 2009, non e’ mutato; i virus Hong Kong e Brisbane sono invece due nuove varianti, leggermente mutati rispetto a quelli dello scorso anno, e quindi potenzialmente piu’ pericolosi”. Quando il virus muta, infatti, la popolazione e’ maggiormente a rischio perché non ha le difese immunitarie. Più casi di influenza si verificano, maggiore e’ la possibilità di casi gravi, soprattutto tra i soggetti piu’ a rischio, per un semplice fatto statistico. Questo e’ il motivo per cui noi consigliamo di vaccinarsi”.

La vaccinazione contro l’influenza è particolarmente consigliata per le categorie più deboli, in particolare gli anziani, le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, i medici e il personale sanitario di assistenza.

Tuttavia negli ultimi anni, spiega Rezza, “la vaccinazione non e’ andata bene” tra gli anziani con più di 65 anni – “infatti è scesa al di sotto del 50% a causa degli effetti allarmistici provocati da vari episodi che poi si sono rilevati del tutto infondati”. Altro motivo per cui vaccinarsi e’ che “i vaccini non costano molto e fanno risparmiare il Ssn grazie a un minor numero di ospedalizzazioni e al contenimento della spesa per i farmaci”.

Ma c’è chi parla anche di 7 milioni di italiani a rischio influenza: lo afferma al Sole24ore Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, che precisa: “Tutto dipenderà anche dal meteo. Se quest’inverno dovesse essere più lungo e freddo, sicuramente si avranno più pazienti influenzati. Se al contrario sarà ancora un inverno mite, saranno più “miti” anche le conseguenze”.

Sulla necessità di vaccinarsi Pregliasco piega che “I vaccini saranno di due tipi: il “trivalente”, che garantisce una copertura nei confronti dei primi tre ceppi virali ed è rivolto in generale alla popolazione adulta, e il “trivalente adiuvato”, studiato per le persone anziane o più a rischio di complicanze”. Esiste poi un vaccino “tetravalente”, che garantisce una difesa nei confronti di tutti e quattro i ceppi virali. “Quest’ultimo, prodotto da GSK costa di più e non tutte le Regioni ne hanno acquisito grandi quantitativi”.

A novembre si dovrebbe verificare la diffusione dell’influenza e il picco è atteso tra gennaio e febbraio.

Secondo

Autore: Vincent Dimaggio

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