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Influenza. Rapporto Influnet: 74mila italiani a letto. Iss: non abusare dei farmaci

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Roma, 16 dicembre 2015 – Nell’ultima settimana, dal 7 al 13 dicembre, la rete di sorveglianza Influnet comunica che sono circa 74.000 gli italiani colpiti dall’influenza, per un totale, dall’inizio del periodo di sorveglianza, di circa 477mila casi. Tuttavia, in tutte le Regioni l’incidenza è ancora sotto la soglia epidemica tranne che in Piemonte, nella P.A. di Trento e in Basilicata.

[easy_ad_inject_1]Secondo le stime del Rapporto Influnet, pubblicato oggi 16 dicembre sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’attività dei virus influenzali risulta ancora ai livelli di base con un’incidenza pari ad 1,22 casi per mille assistiti.

Dai dati relativi alla sindrome influenzale comunicati dai 709 medici sentinella è emerso che l’incidenza dell’influenza è stata pari a 3,52 casi per mille per quanto riguarda la fascia di età 0-4 anni, di 1,19 per i pazienti da 5 a 14 anni, di 1,28 per la fascia di età compresa tra 16 e 64 anni, e dello 0,58 per gli over 65.

Gli esperti avvertono che il picco influenzale si prevede che inizi proprio per il periodo delle festività per proseguire la sua ascesa per tutto il mese di gennaio e gli inizi di febbraio. Gli esperti consigliano a chi è malato di rimanere a letto, al caldo, e di assumere i farmaci con la dovuta moderazione, senza esagerare.

Per guarire dall’influenza basta saper aspettare che la malattia faccia il suo corso e iniziare ad uscire di casa solo quando sono scomparsi tutti i sintomi, altrimenti oltre che incorrere in una brutta ricaduta si rischia anche di passare il virus influenzale alle persone con cui si viene a contatto.

In attesa del picco dei casi, è bene sapere che l’influenza è una malattia che “si autolimita, e cioè tende a risolversi spontaneamente in 3-5 giorni” – spiega ancora Rezza – quindi non c’è granché da fare per combatterla se non attendere che faccia il suo corso”.

“L’influenza è una malattia che si autolimita, e cioè tende a risolversi spontaneamente in 3-5 giorni, quindi non c’è granché da fare per combatterla, se non attendere che faccia il suo corso. Se i sintomi sono particolarmente fastidiosi e la febbre è alta ci vuole l’antipiretico. In genere si consiglia il paracetamolo perché l’aspirina può dare effetti collaterali, specie nei bambini. Anche se è vero che col paracetamolo la febbre non scende molto, il motivo è che comunque l’influenza fa il suo corso”  Per quanto riguarda gli adulti, rileva l’esperto, c’è la possibilità di prendere anche aspirina o novalgina, ma non vi sono differenze dimostrate nell’utilizzo di un farmaco piuttosto che un altro. “Ci sono anche dei farmaci diversi, i cosiddetti inibitori della neuroamidasi, cioè antivirali veri e propri – continua Rezza – ma anche questi riducono di poco i sintomi e abbreviano poco il decorso della malattia, e comunque non sono raccomandati se non in casi eccezionali di persone ad alto rischio di complicanze”.

spiega Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss.

InfluNet è il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza, coordinata dal Ministero della Salute, che si avvale della collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), del Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza (CIRI), dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, della rete dei laboratori periferici per l’influenza e degli Assessorati regionali alla Sanità.

La rete si avvale del contributo dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dei referenti presso le Asl e le Regioni.
Gli obiettivi della sorveglianza epidemiologica sono: stimare l’incidenza settimanale della sindrome influenzale durante la stagione invernale, in modo da rilevare la durata e l’intensità dell’epidemia. Gli obiettivi della sorveglianza virologica sono: monitorare la circolazione dei diversi tipi e sottotipi di virus influenzali nelle diverse aree geografiche e nei diversi periodi della stagione epidemica, valutare l’omologia antigenica tra ceppi epidemici e ceppi vaccinali, attraverso analisi sierologiche e molecolari su campioni clinici prelevati dai pazienti con sintomatologia influenzale.
Tutti i dati raccolti ed elaborati a livello nazionale sono resi disponibili agli Organismi di riferimento Internazionale (OMS, ECDC) e pubblicati settimanalmente nel periodo epidemico sul sito del Ministero della Salute.

 

Vincent Dimaggio
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