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Inps. Pensioni d’oro e ricalcolo alla ricerca di equità: alcune potrebbero aumentare

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Roma, 16 marzo 2016 – Incredibile ma sembra sia proprio vero. Un eventuale ricalcolo contributivo delle pensioni assegnate con il sistema retributivo, potrebbe portare al paradosso di un aumento delle cosiddette “pensioni d’oro”. Altro, dunque, che equità. Lo ha affermato Antonello Crudo, il direttore della previdenza dell’Inps, nel corso di un’audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei deputati che si è tenuta il 9 marzo scorso.

Paradossalmente, dunque, il buon intento di voler diminuire le vergognose pensioni d’oro di cui godono anche storici politici, che nella loro vita hanno fatto solo politica e mai si sono sporcati le mani come un operaio che ha lavorato per 40 anni e si vede arrivare un misero assegno pensionistico, sarebbe azzerato proprio dal ricalcolo che, in alcuni casi, porterebbe ad una revisione in aumento.

Ciò che più indigna è il voler arrendersi subito e senza trovare soluzioni alternative che facciano risparmiare non solo le casse statali ma che ridarebbero al cittadino un senso di equità ormai perso. Le varie proposte di legge su cui si è espresso tecnicamente il direttore Crudo, non sembrerebbero dare la soluzione giusta.

Il problema del ricalcolo delle pensioni d’oro risiederebbe nel sistema retributivo e nei suoi coefficienti per fascia di reddito, poiché ci sono aliquote di rendimento dei contributi decrescenti al salire delle retribuzioni. Inoltre, secondo quanto spiegato da Crudo, sarebbe molto difficile ricostruire la storia contributiva delle pensioni liquidate molti anni fa, specie prima del 1992 e nel settore pubblico, in quanto non ci sono archivi informatici che contengano le informazioni necessarie, all’epoca infatti la pensione veniva calcolata su una quota dell’ultima retribuzione (tra queste anche le cosiddette pensioni baby).

Per il momento, dunque, ricalcolare gli assegni delle pensioni d’oro tenendo conto dei contributi effettivamente versati sarebbe non solo rischioso ma anche inattuabile. Sembra chiaro che una vera volontà di tagliare le pensioni d’oro non ci sia né dai parte dei politici né da parte degli amministratori pubblici, che pensano solo a manovre a favore dei poveri che, in realtà, vanno a colpire i più deboli.

La proposta di legge su cui si è espresso Crudo era stata presentata dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha ritenuto evasive ed insoddisfacenti le risposte del direttore della previdenza dell’Inps.

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