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Invecchiamento cerebrale. Si lavora alla futura possibilità di un trapianto di memoria

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Roma, 10 giugno 2015 – Il segreto per mantenere giovane e in salute il nostro cervello è il continuo allenamento. L’attività mentale rafforza, infatti, il muscolo cerebrale proprio come l’attività fisica rafforza i muscoli del corpo. E’ dunque importante tenere il cervello sempre in attività adottando soluzioni in grado di sfruttarne al meglio le sue funzionalità, e riuscire, così, ad avere più memoria, a concentrarsi di più, a sfruttare al meglio la creatività e a rafforzare la logica.

[easy_ad_inject_1]Di questo e di tanti altri temi legati alla memoria cerebrale si parlerà nel corso del convegno della Fondazione Atena onlus, “I meccanismi della memoria. Quali sono, perché si deteriorano, come possiamo preservarli“, che si svolge oggi a Roma. In un futuro ancora non tanto prossimo sarà possibile anche un trapianto di memoria in un soggetto che l’ha persa, come accade ai malati di Alzheimer.

“Come nei film. Ci stanno provando con i topi. Le applicazioni che ne deriverebbero? Restituire la memoria a un paziente con Alzheimer o rendere capace l’uomo ad esempio di incamerare le informazioni di un’intera enciclopedia in modo da arricchire il suo patrimonio senza sforzi”

ha annunciato Giulio Maira, professore di Neurochirurgia presso l’Humanitas di Milano e il Campus Biomedico di Roma e presidente della Fondazione Atena onlus.

Fino a che la fantascienza non diventi futuro, gli esperti ci consigliano i modi migliori per contrastare l’invecchiamento cerebrale.

“Già a partire dai 30 anni il cervello inizia a perdere un certo numero di neuroni ogni giorno. Con l’invecchiamento, l’ippocampo, crocevia importante per i meccanismi della memoria, perde neuroni, il che può portare ad una minore efficienza nella registrazione delle nuove esperienze. Così è normale che con il passare degli anni e arrivati all’età della pensione la memoria perda qualche colpo. Si iniziano a perdere le chiavi, il cellulare, non si ricordano numeri di telefono, tutti sintomi di una perdita di memoria a breve termine. Studi scientifici disponibili indicano che il miglior antidoto per contrastare efficacemente l’invecchiamento cerebrale sia quello di usare costantemente il muscolo-cervello, perché l’inattività lo indebolisce”

spiega Maira.

In tutto ciò, svolgono dunque un ruolo fondamentale l’alimentazione e il movimento. In particolare, le persone più in là con gli anni per conservare una buona memoria dovrebbero il rischio di arteriosclerosi, spiga Maira, limitando il consumo di grassi, soprattutto di origine animale, mangiando frutta, verdura, cereali e legumi. La dieta mediterranea, anche in questo caso, si rivela vincente sotto tutti i punti di vista.

E’ importante anche non isolarsi o chiudersi in sé stessi, rimanendo invece in contatto con le altre persone, perché l’interazione con gli altri è stimolante e protettiva. Situazioni di stress, invece, andrebbero sempre evitate.

“Bene la meditazione, la lettura, imparare ad usare uno strumento tecnologico nuovo, ma anche un buon riposo, un po’ di sano movimento senza troppi sforzi. E’ scientificamente dimostrato che più ci si impegna a mantenere una buona forma generale, anche attraverso un’attività fisica quotidiana, più il cervello risulta essere ben ossigenato e funzionante. Occorre poi seguire un’alimentazione equilibrata e leggera, e l’ideale è la dieta mediterranea”

ha spiegato il professore Giulio Maira.

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