Iraq. A Mosul l’Isis rastrella giovani maschi. Fuad Hussein: “leader Isis è a Mosul”. Emergenza umanitaria

Isis

L’Isis avrebbe rastrellato giovani maschi a Mosul e li tiene in ostaggio. Lo denunciano gli attivisti anti-Isis. All’Indipendent il capo gabinetto del presidente curdo denuncia: il leader dell’Isis è a Mosul. Il premier iracheno Haider al Abadi avverte la Turchia: “se truppe di Ankara entrano in Iraq è guerra”. LìONU denuncia: emergenza per 21mila sfollati

Gli attivisti anti Isis di Mosul denunciano che “I miliziani dell’Isis hanno rastrellato numerosi giovani maschi nei quartieri della città e ora sono tenuti in ostaggio nelle moschee del centro”.

Nel quartiere di Kharama, zona orientale a ridosso del cuore della capitale del califfato,”gli abitanti si sono barricati nelle case. I miliziani dell’Isis sembrano scomparsi. I civili sono terrorizzati, aspettano l’arrivo dei liberatori.

Ieri molti sono finiti in mezzo al fuoco incrociato. Una famiglia è stata uccisa” concludono.

Independent: leader Isis è ora a Mosul Abu Bakr al-Baghdadi, l’autoproclamato leader dello Stato islamico, si troverebbe all’interno di Mosul, dove sono entrate le forze armate irachene.
E’ quanto ha dichiarato al britannico Independent Fuad Hussein, capo di gabinetto del presidente curdo Massoud Barzani. “Se Baghdadi è lì, e se viene ucciso, questo causerà la caduta dell’Isis”, ha aggiunto l’alto funzionario.

Abadi: se truppe di Ankara entrano in Iraq è guerra – Bagdad avverte la Turchia: “Non vogliamo combattere contro i soldati di Ankara, ma se le truppe turche mettono piede in Iraq pagheranno un caro prezzo, subiranno molte perdite”. E’ quanto dichiarato dal premier iracheno Haider al Abadi alla stampa in risposta all’annuncio della difesa turca, citata da Anadolu, sul dispiegamento di carri armati e pezzi di artiglieria nell’area di Silopi, a circa 100 Km da Mosul.

Intanto,la milizia Hashd al Watani, addestrata dalla Turchia, dice di essere a “3 km a sudest” di Mosul.

Emergenza per 21mila sfollati – Secondo l’Onu sarebbero già 21mila le persone che hanno abbandonate le loro case a seguito dell’offensiva di Baghdad. “Da lunedì il numero è cresciuto significativamente”, dice Sparks dell’Oim in Iraq.”E’impossibile quantificare l’impatto dell’avanzata”,sottolinea Cappellazzi di ‘Un Ponte per l’Iraq’. E zebari,viceministro Kurdistan per rapporti Onu, denuncia: “i campi sono pieni e c’è un problema legato alla sicurezza”.

Autore: Donato Paolino

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