Jobs Act. Novità: naspi, allungamento congedo parentale e addio ai cocopro. Poletti.”Impegno rispettato”

Poletti da Firenze: impegno rispettato. “Abbiamo tenuto fuori solo il salario minimo, per il quale abbiamo fatto una scelta politica”
Roma, 13 giugno 2015 – Come preannunciato il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok ai decreti attuativi del Jobs Act, la riforma del lavoro tanto voluta dal Governo Renzi ed in particolare dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

[easy_ad_inject_1] Con i decreti attuativi si introduce la Naspi, la nuova indennità di disoccupazione che sostituisce Aspi e Mini Aspi. Sono inoltre state estese le tutele previste dalla nuova contrattualistica ad altri 1,4 milioni di lavoratori che ne erano esclusi.

Ecco in sintesi tutte le novità previste dai decreti attuativi del Jobs Act:

Abolizione cococo e cocopro dal 2016. Saranno superati a partire dal 2016 i contratti di collaborazione a progetto e dell’associazione in partecipazione. La parola d’ordine sarà contratto subordinato e possibilmente a tempo indeterminato. Per i voucher il tetto annuo passa da 5.000 a 7.000 euro. Riguardo alle mansioni, si prevede che, nei casi di ristrutturazione o riorganizzazione l’impresa potrà modificare le mansioni del lavoratore anche sul livello di inquadramento inferiore, senza modificare il trattamento economico, fatta eccezione per quello accessorio.

Congedo parentale. Si allunga il tempo per fruire del congedo parentale facoltativo portandolo da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni di età del bambino rispettivamente per quello retribuito al 30% e per quello non retribuito, la cui durata resta comunque di 6 mesi. Inoltre si riduce da quindici a cinque giorni il periodo di preavviso al datore di lavoro. In arrivo anche la possibilità di trasformare il congedo parentale in part-time al 50%.

Cassa Integrazione Guadagni. E’ stato previsto un nuovo tetto per la durata massima della cassa integrazione guadagni (24 mesi ma in un `quinquennio mobile´), con contributi proporzionati all’utilizzo della cig, quindi più alti per le imprese che la usano di più, insieme ad una riduzione per tutte dell’aliquota ordinaria versata mensilmente. Un premio, in termini di mesi di cig in più, per le imprese che ricorrono alla solidarietà. In un meccanismo di bonus-malus. Estensione, attraverso un contributo ad hoc, della cassa anche alle Pmi (oltre 5 dipendenti), finora tutelate attraverso la cassa in deroga a carico della fiscalità generale.

Agenzia Unica per le Ispezioni del Lavoro. Previsto un nuovo organo che sostituirà ed integrerà i vecchi ispettori del lavoro che facevano capo ad Inps e Inail.

Agenzia Nazionale dell’Occupazione Il vecchio Ufficio di Collocamento cambia ulteriormente nome e diventa un’Agenzia nazionale per l’occupazione, partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata dal ministero del Lavoro.

Semplificazioni e controlli a distanza Razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti burocratici in materia di lavoro, con particolare riguardo alle dimissioni in bianco e al Durc. Il tutto passando anche per i canali digitali, che avranno spazio anche in tema di controlli a distanza.

Soddisfazione è espressa dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che, intervenendo a una manifestazione della Cgil a Firenze, parlando del Jobs Act e dell’attività dell’esecutivo in tema occupazione, ha dichiarato:

“In dodici mesi abbiamo fatto la delega sul lavoro e in sei mesi approvato otto decreti sul lavoro, realizzando così al cento per cento la delega che ci aveva consegnato il Parlamento. Abbiamo escluso il salario minimo, per il quale abbiamo fatto una scelta politica”.

Critica la CGIL: Negativo il giudizio di Susanna Camusso “perché il progetto non era di investimento in termini di qualità del lavoro, ma di una sua riduzione” anche perché “abbiamo avuto la conferma che in realtà non si è intervenuti a ridurre le tipologie contrattuali e siamo di fronte a un sistema che ha indebolito” il lavoro.

Soddisfatta la Cisl. Positiva la previsione dell’allungamento dei congedi parentali e della Cig ma il testo è comunque migliorabile: “Da una prima analisi dei contenuti dei decreti attuativi del Jobs act, riteniamo importante la scelta del Governo di non avere esercitato la delega sul salario minimo. Questa era una delle richieste centrali della Cisl che il Governo ha accolto, lasciando alle parti sociali anche le materie legate alla riforma del modello contrattuale e le regole sulla rappresentanza”. Lo dichiara il Segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni che aggiunge “Naturalmente vanno letti con attenzioni tutti i punti del decreto, in particolare quelli riguardanti gli ammortizzatori sociali ma l`estensione della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà anche alle piccole imprese tra i 5 e i 15 dipendenti è per la Cisl un risultato certamente storico. Così come e` importante aver aumentato la durata dei congedi parentali per consentire una migliore conciliazione tra lavoro e famiglia. Altro aspetto positivo è l`uso dei contratti di solidarietà per portare a 36 mesi gli ammortizzatori sociali”.

Per la Corte dei Conti: “Il governo sta andando in un percorso che noi potremmo ritenere condivisibile”.
Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, giudica i “Decreti complessivamente positivi” e aggiunge: “Il Jobs Act non deve essere utilizzato per precarizzare il lavoro”.

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Autore: Donato Paolino

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