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La musica classica fa bene al cuore e alla pressione. Paerson: “ha effetto calmante”

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Un recente studio della Oxford Univerity suggerisce che una buona dose di musica classica potrebbe scongiurare le malattie cardiache e contribuire ad abbassare la pressione alle persone che soffrono di ipertensione.
Oxford (Regno Unito), 10 giugno 2015 – I ritmi musicali hanno un profondo impatto sul ritmo cardiaco e sulla pressione sanguigna. Secondo i risultati di una ricerca condotta presso l’Università di Oxford, nel Regno Unito, alcune opere di musica classica sarebbero perfettamente in sintonia con il ritmo naturale del nostro corpo, in particolare del nostro cuore. Non così per la musica techno, pop e rock, ritmi più veloci avrebbero invece l’effetto opposto.

[easy_ad_inject_1]I cardiologi britannici, guidati dal professor Peter Sleight, hanno scoperto che per mantenere il cuore in forma basta accendere la radio ed ascoltare brani di musica classica, come quelli composti da Puccini, Giuseppe Verdi, Beethoven (specie quelli estratti dalla Sinfonia n.9), che sono risultati particolarmente efficaci nel ridurre la pressione di chi li ascolta e potrebbero, dunque, rivelarsi un potente strumento terapeutico.

Lo stesso effetto benefico non produrrebbero, invece, brani più ritmici e veloci, anche se di musica classica, perché contribuirebbero, al contrario, ad aumentare la pressione del sangue di chi li ascolta. I ricercatori hanno infatti osservato che un estratto dalle Quattro Stagioni di Vivaldi, molto più ritmico e più orchestrato, non ha avuto lo stesso impatto positivo.

“Il ritmo naturale del corpo è la chiave per il potere della musica. Un ritmo che alcuni compositori, in particolare Verdi, sono riusciti a replicare nelle loro composizioni”

ha dichiarato l’autore principale dello studio, Peter Sleight nel corso della presentazione dei risultati di oltre 20 anni di ricerca al congresso della British Cardiovascular Society a Manchester.

Per testare gli effetti di diverse composizioni di musicali, i ricercatori hanno fatto ascoltare sei diversi stili di musica in ordine casuale a 12 studenti di medicina musicalmente inesperti e a 12 studenti del conservatorio. Durante l’ascolto in cuffia dei diversi stili di musica, i ricercatori hanno analizzato la loro risposta cardiovascolare, compreso il loro ritmo cardiaco e la pressione del sangue.

I ricercatori hanno scoperto che le risposte cardiovascolari ai sei stili musicali differenti erano simili tra i partecipanti, nonostante le differenze di preferenze musicali individuali, anche se i partecipanti con una formazione musicale hanno avuto risposte più forti.

I soggetti coinvolti hanno fatto registrare risultati simili riguardo a brani di musica rilassante. Questi risultati suggeriscono che un uso terapeutico della musica per calmare le persone potrebbe essere efficace senza dover provvedere alla musica preferita di ciascun individuo.

“Verdi sarebbe potuto essere un bravo fisiologo. Nella sua musica è riuscito a replicare perfettamente il ritmo della pressione sanguigna, ogni dieci secondi precisi. La musica è unica per l’uomo e il suo utilizzo per influenzare l’umore risale alla preistoria. La musica è già in uso come terapia calmante ma questo è successo indipendentemente da studi che abbiano verificato la sua efficacia. La nostra ricerca ha fornito una migliore comprensione di come la musica, in particolare certi ritmi, possono influenzare il cuore e i vasi sanguigni. Ma sono necessari ulteriori studi per ridurre lo scetticismo del reale ruolo terapeutico della musica”

ha spigato l’autore dello studio.

“Sappiamo che lo stress può giocare un ruolo importante nella malattia cardiovascolare così l’effetto calmante della musica può avere un certo potenziale come terapia. Tuttavia, come sottolinea il professor Sleight, è necessaria una prova più solida prima di vedere i cardiologi che prescrivono come terapia una dose di Taylor Swift o 30 minuti di Vivaldi al giorno”

commenta il professor Jeremy Pearson, direttore medico associato presso la British Heart Foundation.

Precedenti ricerche, infatti, suggeriscono che la musica potrebbe migliorare il recupero dei pazienti affetti da malattie cardiache.
Uno studio del 2013 condotto dall’Università di Nis, in Serbia, ha arruolato pazienti con malattie cardiache dividendoli in tre gruppi. Ad un gruppo è stata fatta svolgeree attività fisica, altri hanno ascoltato musica di loro scelta per mezz’ora al giorno combinata all’attività fisica, e un altro gruppo ascoltava solo musica, senza fare esercizi fisici.
Ebbene, i ricercatori ha scoperto che chi ascoltava musica e faceva attività fisica aveva ottenuto il maggior miglioramento nella funzione del cuore, migliorando la loro capacità di esercizio del 39%.

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One thought on “La musica classica fa bene al cuore e alla pressione. Paerson: “ha effetto calmante”

  1. Io sono la persona meno indicata per validare o meno le conclusioni dell’ esperimento, ma non ho alcun dubbio sull’ affermare che, senza aspettare altre prove, scientificamente provate, che portino i cardiologi a prescrivere la musica classica (quella idonea e specifica) come terapia, se innovativa, se essa, la musica, è un toccasana presente già dalla preistoria, allora sicuramente è da VALIDARE.

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