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La sindrome premestruale non è un capriccio: ecco i rimedi naturali per curarla

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Dallas, Texas (USA), 10 dicembre 2015 – La sindrome premestruale è un disturbo di cui soffre circa il 10% delle donne e non va sottovalutata dal punto di vista medico. Non si tratta di un capriccio tutto al femminile ma di un disagio che ha basi biologiche, una vera e propria patologia che può essere affrontata e curata anche con rimedi naturali.

[easy_ad_inject_1]Tra i vari sintomi fisici che si avvertono vi sono il mal di testa, dolori addominali, mal di schiena, sensazione di forte debolezza, crampi e tanti altri, per non parlare di quelli che invece vanno a colpire la sfera emotiva come il sentirsi nervosi e facilmente irritabili fino all’ansia e alla depressione.

Del tema si è occupato di recente uno studio statunitense dell’University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, pubblicato sulla rivista Journal of Psychiatric Practice secondo cui la sindrome premestruale provoca gravi disagi nella vita di molte done. Molte sono le opzioni per il trattamento del disturbo ma fino ad oggi non è stato ancora chiarito quale sia quella più efficace. Scopo dello studio era proprio quello di analizzare i diversi tipi di trattamento per la cura della sindrome premestruale.

Dallo studio è emerso che il disturbo disforico premestruale (PMDD) è una forma grave di sindrome premestruale, che comporta una combinazione di sintomi emotivi e fisici che determinano compromissione funzionale significativa.

A causa della natura debilitante di questa particolare forma di sindrome premestruale, sono state considerate diverse opzioni di trattamento. Questa ricerca fornisce una panoramica completa di questi regimi terapeutici per aiutare i professionisti sanitari a fornire un trattamento adeguato per le PMDD e la sindrome premestruale.

Da sempre ritenuto un semplice capriccio e spesso causa di derisione da parte di amici o colleghi, che fanno le solite battutine inopportune, la sindrome premestruale è un disturbo che può essere curato e le alternative sono diverse, compreso l’uso della pillola contraccettiva.

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina sono stati identificati come il trattamento di prima linea per combattere la PMDD. Sebbene la fase luteale o il dosaggio continuo possano essere utilizzati, sono necessarie ulteriori ricerche per confrontare in modo più approfondito l’efficacia e i sintomi di risposta ad esordio del dosaggio.

Inoltre, anche farmaci che si utilizzano in psichiatria come venlafaxina, duloxetina, alprazolam e buspirone si sono dimostrati utili per il trattamento della PMDD. Vari trattamenti anovulatorie correlati hanno dimostrato una buona efficacia. Tuttavia, l’utilizzo di alcuni di questi trattamenti rimane limitato a causa di potenziali effetti collaterali o della disponibilità di alternative più economiche.

Dallo studio è emerso inoltre che una varietà di rimedi supplentari a base di erbe hanno dimostrato un beneficio terapeutico coerente. In conclusione, spiegano i ricercatori, gli antidepressivi serotoninergici si sono dimostrati come l’opzione di trattamento di prima linea per le PMDD.

Tuttavia, ci sono una varietà di opzioni di trattamento aggiuntive che dovrebbero essere considerate se un paziente non riesce ad ottenere una risposta terapeutica adeguata con un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina, che è l’ormone del buon umore.

“Ogni donna sente, più o meno, le oscillazioni ormonali nella seconda fase del ciclo, quando il progesterone che aiuta ad accogliere nell’utero una nuova vita diminuisce perché non è iniziata una gravidanza. L’ipotesi è che da questo fallimento si scateni la sindrome premestruale: le quantità di neurotrasmettitori cerebrali come serotonina, dopamina e noradrenalina, coinvolti nel tono dell’umore, nella gratificazione, nello stato di allerta, si modificano e, a seconda della soglia di sensibilità, di ciascuna donna a queste alterazioni si hanno sintomi più o meno intensi”

spiega al Corriere la dottoressa Rossella Nappi, ginecologa, endocrinologa e sessuologa della Clinica Ostetrica e Ginecologica del Policlinico San Matteo di Pavia.

Secondo le linee guida della Mayo Clinic anche lo stile di vita può essere di aiuto nella cura della sindrome premestruale. Basta seguire dei semplici consigli, come l’aggiunta di una buona dose di calcio nella dieta o il consumo di più latticini, ottimi anche gli spinaci, broccoli e la frutta secca. Se è la depressione il sintomo che più si fa sentire in quei giorni, la si può combattere con l’esercizio fisico che libera endorfine che aiutano ad evitare gli sbalzi di umore e la sensazione di stanchezza. Tra i rimedi naturali anche una buona tisana la sera prima di mettersi a letto.

Vincent Dimaggio
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