Morte Laura Antonelli. Il ricordo di Claudia Koll e Lino Banfi

Roma, 24 giugno 2015 – E’ morta nella sua casa di Ladispoli dove viveva da sola la celebre attrice Laura Antonelli, sex symbol del anni ’70 e ’80. A quanto si apprende dalle prime notizie l’attrice sarebbe stata trovata morta ieri dalla badante che sarebbe anche l’ultima persona ad averla vista viva venerdì scorso. Di seguito il ricordo di Claudia Koll e Lino Banfi

[easy_ad_inject_1] Non è ancora chiara la data del decesso e non è chiara nemmeno la causa della sua morte. Secondo le agenzie il fratello della Antonelli, che vive in Canada, è stato avvertito. Sul posto sono confluiti polizia e carabinieri e i sanitari del 118.

Secondo le ultime notizie l’attrice sarebbe morta probabilmente d’infarto ma è stata disposta l’autopsia che farà luce sulle cause della morte. Inoltre avrebbe chiesto che quando sarebbe morta si doveva avvisare oltre al fratello Claudio, anche l’attore Lino Banfi, l’ex attrice Claudia Koll e uno dei parroci di Ladispoli considerati gli ultimi amici, quelli veri.

L’assessore ai servizi sociali del Comune di Ladispoli, Roberto Ussia racconta: “È stata trovata nella camera da pranzo – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali del Comune di Ladispoli Roberto Usai – dalla badante, poi è arrivato il 118 che ha constatato il decesso e poi i carabinieri. L’autorità giudiziaria ha stabilito che ci sarà soltanto l’esame autoptico e non l’autopsia”.

I funerali non ci saranno prima di giovedì come conferma ancora Ussia: “Credo che i funerali non si potranno tenere prima di giovedì-venerdì perché dobbiamo attendere l’arrivo del fratello Claudio che vive in Canada. La tutela legale del Comune decade nel momento della morte e quindi sarà il fratello a stabilire tempi e modi per l’ultimo saluto”.
Laura Antonelli era sotto tutela legale del Comune in quanto era stata interdetta ed i suoi tutori erano il sindaco di Ladispoli Crescenzo Palliotta e il suo avvocato Mario Paggi e dal 2009 era sotto tutela dei servizi sociali.

Laura Antonelli, all’anagrafe Laura Antonaz, aveva 74 anni ed era nata a Pola, in Istria. E’ stata una delle protagoniste del cinema italiano.

Nel 1973 arrivò il successo con il ruolo della sensuale cameriera di “Malizia” di Salvatore Samperi per quel ruolo vinse il Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista e il Globo d’oro alla miglior attrice rivelazione, premio della stampa estera. In seguito alternerà film d’autore a pellicole incentrate su di lei. Agli onori delle cronache anche la breve storia tra la Antonelli e l’attore francese Jean Paul Belmondo, durata nove anni.

La carriera si interruppe bruscamente nella notte del 27 aprile 1991, quando nella sua villa di Cerveteri vengono trovati 36 grammi di cocaina. L’attrice viene arrestata e portata a Rebibbia (Roma), e viene condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti.

La testimonianza di Claudia Koll: “Sono andata a cercare Laura nella parrocchia di Ladispoli, dove abitava, per portarle il mio affetto e la forza di Cristo. Sentivo che avevamo molto in comune: entrambe ex attrici, belle, in un certo periodo della nostra vita avevamo incontrato Dio, la Fede”. Lo ha detto Claudia Koll all’Ansa.
“Andai a cercarla io nel 2011 dove abitava – ricorda Claudia Koll – perché sapevo che stava male. Laura mi accolse bene e diventammo amiche. Sapevo che anche lei aveva incontrato la Fede, che pregava tutto il giorno sintonizzata su Radio Maria. Io le regalai anche un quadro che avevo in casa, a cui tenevo molto, per cercare di trasmetterle la forza della vita: era un volto di Cristo della Sacra Sindone”. “Laura soffriva molto fisicamente, soprattutto per il mal di schiena – aggiunge Koll – così feci in modo, mettendomi in contatto con le persone che la rappresentavano, di farle avere un letto adeguato. Volevo farle sentire che le volevo bene, portarle conforto. Credo che lei lo avesse capito. Così in un’altra visita le portai anche il calendario con le nostre opere e missioni in Africa”.
“Avrei voluto fare di più – conclude l’ex attrice ma in quel momento cercavo di spronarla a uscire per testimoniare l’amore di Dio che come me aveva incontrato sulla sua strada. Un giorno mi chiamò dicendomi che aveva concesso una piccola intervista e io ne fui felice. Era una piccola cosa ma un progresso. Io potevo comprenderla, le volevo bene, non la dimenticherò nelle mie preghiere”.

Il ricordo di Lino Banfi: “Andai a Ladispoli, fu un momento drammatico, era ridotta malissimo fisicamente, abitava in un posto che era una catapecchia, in cucina c’erano i pacchi di pasta della Caritas, ascoltava la radio, non aveva la tivù. Ci abbracciammo, piangemmo insieme, lei era disperata e io le promisi aiuto” ha ricordato l’attore pugliese al Messaggero. Laura Antonelli “era di una grande bontà. Quando andai via quel giorno da Ladispoli le lasciai un bel gruzzoletto di soldi, due minuti dopo vidi che ne dava tanti ad una persona che girava per la casa. Le dissi ‘ma Laura li ho dati a te perché ne hai bisognò. Lei mi rispose, ‘c’è chi ne ha ancora più bisognò. Ecco come era”

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Autore: Vincent Dimaggio

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Un pensiero riguardo “Morte Laura Antonelli. Il ricordo di Claudia Koll e Lino Banfi”

  1. É una specie di suicidio la partenza di Laura Antonelli.
    Suicidio di fronte ad un mundo sporco che ti usa e ti butta
    quando conviene. Lei non aveva bisogno di rifarsi il viso.
    Aveva begli occhi,e rimase senza essi.
    Bisognava preparasi a quello che veniva: le rughe, la vecchiaia;
    e poi la vecchiaia sarebbe stata bella comunque. La bellezza non ha etá;
    le persone fragili e materialiste non vedono al di lá. Lei lo ha capito troppo tardi…

    Silvana Salvarani

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