Lavoro. Aumentano i contratti a tempo indeterminato. Mediobanca:”Calo occupati” Renzi: “Tutto il resto è noia”

Roma, 11 agosto 2015 – Il Jobs Act tanto voluto da Matteo Renzi e dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti sta producendo aumenti di posti di lavoro con contratti a tempo indeterminato un po’ in tutta Italia con punte importanti soprattutto al nord.

[easy_ad_inject_1] E’ quanto rileva l’Osservatorio sul precariato dell’Inps. Tra le regioni che spiccano in termini di aumenti assunzioni a tempo indeterminato vi è certamente il Friuli-Venezia Giulia che segna un incremento del +82,9% per cento, tasso superiore alla media nazionale così come in altre Regioni italiane che pure stanno segnando tassi di assunzioni molto altri, in Umbria (+67,0%), nelle Marche (+55,5%), nel Trentino-Alto-Adige (+54,3%), in Emilia-Romagna (+52,6%), in Piemonte (+52,0%), in Liguria (+47,6%), in Veneto (+45,9%), in Lombardia (+41,3%), nel Lazio (+41%), in Sardegna (+40%) e in Toscana (+38,6%). I risultati peggiori si registrano nelle regioni del Sud: Sicilia (+12,1%), Puglia (+18,8%) e Abruzzo (+19,4%).

Secondo il Rapporto Inps nel primo semestre dell’anno è aumentato, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+252.177), rimangono sostanzialmente stabili i contratti a termine mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.500).

Gli impiegati, i cui contratti a tempo indeterminato passano dal 22,6% al 23,6%. Cresce anche il lavoro full time rispetto al part time che rappresenta il 63,4% del totale delle nuove assunzioni nei primi sei mesi del 2015, in aumento di 1,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2014.

Nei primi sei mesi di quest’anno inoltre si guadagna anche di più: diminuiscono infatti le retribuzioni mensili inferiori a 1.000 di un punto percentuale, passando dal 6,3% al 5,3% e diminuiscono anche le retribuzioni comprese tra 1.001-1.250 euro dall’8,8% del 2014 all’8,1% del 2015.

Stabile la retribuzione per chi è tra i 1.251-1.500 euro e 2.501-3.000, e invece aumenta di circa il 2% il numero dei rapporti che si collocano nelle fasce di retribuzione che vanno da 1.501 a 2.500 euro.

Il premier Matteo Renzi, commenta soddisfatto: “I dati diffusi dall’Inps dicono che siamo sulla strada giusta contro il precariato e che il jobs act e’ un’occasione da non perdere, soprattutto per la nostra generazione”.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti commenta dai social: “Dopo i dati ‪#‎Inps‬ di poche ore fa sono 252mila volte felice!”

Guglielmo Loi, segretario confederale Uil commenta positivamente i dati dell’Inps: L’istituto, prosegue, “accende l’ennesima, e a volte contraddittoria, luce su come va il lavoro e questa volta prende in esame i dati semestrali. Manca pero’ l’analisi più recente sulla quota di contratti fissi sul totale delle assunzioni. Ebbene, non è difficile evidenziare come a giugno questa quota, con il 34,5%, continui a calare (-5% su maggio e -10% su aprile) tornando ai livelli di alcuni mesi del 2014”.

Mediobanca: Nel 2014 in calo vendite e occupati – Nel rapporto R&S Mediobanca sulle oltre 2mila maggiori imprese dell’industria emerge che i dati sull’occupazione dall’inizio della crisi nei grandi gruppi economici vedono un taglio dell’8,5% del numero di operai (che sale al 12,3% nella sola manifattura) e del 2% di “colletti bianchi”.

Renzi replica con un tweet “tutto il resto è noia” – “Inps: crescono i lavori stabili, +36%. Come era quella del jobs act che aumenta i precari? L’Italia riparte, tutto il resto è noia…”. E’ quanto scritto dal premier su twitter commentando i dati sull’occupazione Inps.

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Autore: Donato Paolino

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4 pensieri riguardo “Lavoro. Aumentano i contratti a tempo indeterminato. Mediobanca:”Calo occupati” Renzi: “Tutto il resto è noia””

  1. Interessante questo dato,
    peccato però sia incompleto……. o meglio LORDO…….
    si, perché l’INPS ha pubblicato anche il dato netto tra assunzioni e licenziamenti che, purtroppo, é ancora negativo (-10.000) !!
    Non ë la prima volta che Renzi esalta un dato che non rispecchia la situazione reale, il cui unico intento é quello di far apparire il Jobs Act una grande riforma…….. evidentemente non ne é convinto nemmeno lui !!
    Ma ciò che é peggio é che forse é convinto che il popolo italiano sia un manipolo di stolti !!!

  2. Certamente sono aumentate le assunzioni a tempo indeterminato presso le imprese cinesi,egiziane e Pakistan. Per loro assumere non è un problema visto che stranamente i dipendenti si dimettono tutti e non si rivolgono mai ai sindacati .

  3. Vorrei aggiungere che le imprese cinesi specialmente,visto i bassi stipendi possono detrarre il 100% ritrovandosi così a costo zero il lavoro e poter guadagnare ancora di più sul mercato dei permessi di soggiorno ,che in Italia é molto fiorente.Tutto il resto é noia

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