Le zanzare ci attaccano con una tripla strategia. Dickinson: sentono il calore del corpo

Pasadena, California (USA), 23 luglio 2015 – Le zanzare si evolvono e diventa sempre più difficile per l’uomo cercare rimedi per sfuggire alle loro odiose punture. Ora questi temibili insetti sembra utilizzino una tripla strategia per individuare la loro preda e nutrirsi, una strategia combinata di segnali visivi, olfattivi e termici che praticamente annulla gli effetti di lozioni protettive e rimedi per allontanarle come zampironi e citronella sparsi per casa.

[easy_ad_inject_1]Secondo i risultati di un recente studio americano queste soluzioni servono a tenere a bada le zanzare soltanto per un po’ di tempo e poi partono alla ricerca e all’attacco della vittima della quale sfamarsi.

I ricercatori del California Institute of Technology (Caltech), a Pasedena, California, negli Stati Uniti, hanno, infatti, scoperto che le zanzare usano una tripla arma, fatta di segnali sensoriali, per avvistare i loro bersagli umani che si avvale appunto di vista, olfatto e segnali termici. Combinando questi tre segnali, a seconda della distanza dall’obiettivo, le zanzare hanno affinato la loro tecnica per pungere l’uomo e nutrirsi del suo sangue.

Dallo studio è emerso che per trovare la loro preda umana, le zanzare le zanzare devono affrontare il difficile compito di integrare segnali sensoriali che sono separati nello spazio e nel tempo. Questa combinazione sensoriale è frutto della loro strategia multiforme, che inizia con il monitoraggio dell’odore del gas anidride carbonica, CO2.
La ricerca ha dimostrato che le zanzare rispondono alle emissioni di CO2, esplorando le caratteristiche visive che altrimenti ignorerebbero. Questo comportamento le guida verso le loro potenziali vittime, utilizzando segnali termici, appunto il calore, per individuare il sito di atterraggio, cioè il punto sulla nostra pelle da pungere.

Per lo studio, i ricercatori hanno svolto una serie di esperimenti per comprendere come le zanzare riescano a combinare i tre segnali sensoriali, utilizzando un tunnel del vento in cui ogni segnale poteva essere monitorato singolarmente e in cui hanno fatto accedere a 20 alla volta zanzare femmine accoppiate e affamate, tracciando tutti i loro movimenti con una telecamera e un software in 3D di monitoraggio.

una alta concentrazione di CO 2 è stata iniettata nel tunnel, mimando il segnale creato dal respiro di un essere umano. In esperimenti di controllo, i ricercatori hanno poi introdotto un composto di aria con una bassa concentrazione di CO2. Per ogni singolo test, i ricercatori hanno rilasciato 20 zanzare in galleria del vento, monitorando i loro percorsi.

I risultati degli esperimenti hanno permesso ai ricercatori di mettere a punto un modello di come le zanzare individuano le loro prede umane. Gli studiosi ritengono che le zanzare siano attratte dall’odore del gas anidride carbonica (CO2), che emettiamo con il respiro, da 10 a 50 metri di distanza, mentre successivamente quando si avvicinano riescono a vedere la preda umana a una distanza compresa tra 5 e 15 metri. Poi, guidate da segnali e stimoli visivi, riescono ad avvistare la vittima rilevandone il calore del corpo a meno di un metro di distanza.

“Ovviamente, sappiamo che se si ha un oggetto in presenza di un CO2 caldo o freddo le zanzare voleranno verso di esso, perché lo vedono. Così abbiamo dovuto trovare un modo per separare l’attrazione visiva dalla attrazione termica. Se anche fosse possibile trattenere il respiro a tempo indefinito, ci sarebbe un altro umano vicino ad emettere Co2 e ad attirare le zanzare abbastanza vicine da vederci. L’alternativa e’ rendersi invisibili o camuffarsi. Ma anche in questo caso potrebbero trovarci tracciando il calore rilasciato dal corpo”

ha detto Floris van Breugel, uno studente postdottorato nel laboratorio di Dickinson e primo autore dello studio.

“Capire come il cervello combina le informazioni provenienti da sensi diversi per prendere decisioni appropriate è una delle sfide centrali nel campo delle neuroscienze. I nostri esperimenti suggeriscono che le zanzare femmine cercano in modo piuttosto elegante la ricerca di cibo. Essi si limitano a prestare attenzione alle caratteristiche visive, poi rilevano un odore che indica la presenza di un ospite nelle vicinanze. Questo aiuta a garantire che non sprecano il loro tempo individuando falsi bersagli, come rocce e vegetazione. La nostra prossima sfida è quella di scoprire i circuiti del cervello che permettono ad un odore di cambiare così profondamente il modo in cui rispondono a una immagine visiva”

ha spiegato Dickinson, autore principale dello studio.

La ricerca ha fornito ai ricercatori nuove interessanti informazioni sul comportamento di questi insetti e può anche aiutare le aziende a progettare migliori rimedi per neutralizzare le zanzare in futuro. Ma dipinge anche un quadro preoccupante per coloro che sperano di evitare le punture di zanzara. La natura dei riflessi senso-motori delle zanzare costringe la vittima di turno ad utilizzare tutto ciò che oggi il mercato offre per provare a tenerle lontane, ma come già detto, l’effetto dei prodotti ad oggi disponibili dura poco tempo e il calore del corpo umano attrarrà comunque la zanzara affamata.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, è stato condotto da un team di ricercatori nel laboratorio di Michael Dickinson, professore di Bioingegneria. Oltre a Dickinson e Floris van Breugel, gli altri autori sono Jeff Riffell e Adrienne Fairhall dell’Università di Washington.
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Autore: Vincent Dimaggio

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