L’era buia della Turchia. stop convenzione UE. ONU: Erdogan rispetti i diritti umani

Erdogan: stop alla Convenzione UE sui diritti dell’uomo. Gentiloni: inaccettabile la reazione di Erdogan al colpo di stato fallito. ONU: Turchia rispetti i diritti umani. Migliaia di sostenitori appoggiano il presidente turco che va avanti per la sua strada.

Il presidente turco Erdogan continua la sua azione di “depurazione” della Turchia dopo il fallito colpo di stato di venerdì scorso.

La Turchia sospenderà la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in quanto il Paese entra in stato d’emergenza per 1 anno e 5 mesi, a seguito del fallito. Lo ha rivelato il vice primo ministro turco, Kurtulmus. Chiuderemo “lo stato di emergenza il più presto possibile, entro un massimo di 1 anno e 5 mesi ha precisato.

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo è sospesa durante lo stato di emergenza”, ha detto Kurtulmus. “Rivedremo la struttura organizzativa dell’intelligence e le relazioni tra potere civile e militare”, ha aggiunto.

La sospensione della Convenzione UE dei diritti dell’uomo è solo l’ulteriore atto di una Turchia in crisi che si allontana sempre di più dall’Europa.

Il ministro degli esteri italiano, Gentiloni, a margine della Conferenza ministeriale della coalizione globale anti-Isis in corso a Washington, ha bollato come inaccettabile la reazione di Erdogan al colpo di stato fallito.
“Ormai la lunga scia delle vendette, delle liste di proscrizione, delle epurazioni e degli arresti di massa è davvero inaccettabile” ha detto Gentiloni. Rinnoviamo “l’invito al governo e alle autorità turche a contenere questa reazione nell’ambito del rispetto delle regole e dello stato di diritto”.

E al rispetto dei diritti umani richiama anche l’ONU attraverso il suo segretario generale, Ban Ki-moon, che in una nota, chiede alle autorità turche di fare tutto il possibile per garantire il rispetto dell’ordine costituzionale e dei diritti umani, nella situazione di stato d’emergenza dichiarato dopo il fallito golpe.

Ban prende atto delle ripetute assicurazioni da parte di altri funzionari del governo turco in merito all’attuazione dello stato di diritto nelle indagini e nel perseguimenti dei responsabili.

Ma Erdogan fa quello che ritiene giusto e ha dalla sua parte migliaia di sostenitori che ieri hanno sfilato a Istanbul lungo uno dei ponti sul Bosforo per protestare contro il tentato colpo di Stato di venerdì scorso.

I manifestanti hanno issato striscioni patriottici con slogan quali “la nostra bandiera, il nostro Paese”, inneggiando contro l’imam Fethullah Gulen, ritenuto da Ankara il mandante del fallito golpe.
Il corteo è partito dal quartiere di Kisikli, sulla sponda asiatica, dove Erdogan ha una residenza – per approdare su quella europea.

Autore: Vincent Dimaggio

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