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Libia. Usa bombardano basi Isis a Sirte

Isis

Iniziata l’azione di bombardamento aereo anche in Libia contro postazioni Isis  così come già da tempo avviene in Siria.

L’annuncio del bombardamento americano sulla Libia – La strategia militare occidentale contro il terrorismo marcato Daesh punta da oggi con l’attacco di aerei militari americani che dopo cinque anni dall’incursione che portò alla caduta di Gheddafi del 2001, solcano i cieli libici contro il nuovo nemico. Ad annunciarlo è stato il primo ministro libico Fayez al-Sarraj che ha dichiarato:

“Il consiglio presidenziale, a capo dell’esercito libico, ha deciso di autorizzare la richiesta di sostegno diretto degli Stati Uniti d’America, col lancio di precisi raid aerei contro le roccaforti dello Stato islamico a Sirte e dintorni. Ci sono già stati i primi attacchi che hanno provocato importanti perdite fra le file del nemico”.

La notizia è stata confermata dal Pentagono che ha specificato che l’azione è stata effettuata su richiesta del governo del premier Fayez al Serraj e mira a negare all’Isis “porti sicuri nel Paese dai quale attaccare gli Stati Uniti e i loro alleati“.

Il portavoce del Pentagono, Peter Cook, aggiunge che “Altri bombardamenti continueranno a prendere di mira l’Isis a Sirte” per consentire al governo di unità libico di “compiere un’avanzata decisiva e strategica“.
I raid anti-Isis continueranno fino a che saranno richiesti dal governo di unità nazionale libico:”Non c’è una fine in questo momento” dichiara Cook che sottolinea che a Sirte ci sono circa 1.000 combattenti e che i raid anti-Isis richiesti dal governo di unità libico rientrano “nel nostro approccio di combattere l’Isis lavorando con forze locali capaci e motivate”.

L’offensiva contro Isis in Libia – Dallo scorso 12 maggio l’esercito libico è impegnato in un’offensiva contro l’Isis, che conterebbe 6 mila guerriglieri in Libia.  Corpi speciali americani e inglesi si trovano in Libia per fornire intelligence e consigli tattici alle milizie libiche legate a Serraj. L’offensiva a Sirte ha fin ora lasciato sul campo almeno 300 morti e oltre 1500 feriti tra le milizie di Misurata e Tripoli.I bombardamenti USA dovrebbero favorire la riconquista di Sirte, che nello scacchiere militare è strategica e sarebbe un duro colpo per Daesh.

L’Isis a Sirte – L’Isis sarebbe fin ora riuscita a mantenere il controllo di posizioni strategiche a Sirte, tra cui l’Università e il maggiore ospedale cittadino.  Sirte, città natale di Mu’ammar Gheddafi, è un importante porto libico, situato al centro del Golfo della Sirte. Nel passato è stato un centro di smistamento della carovane dirette nelle regioni dell’Africa centrale.
La città è stata occupata, per alcuni giorni, fino al 17 febbraio 2015, dalle milizie del sedicente Stato Islamico, che ne aveva occupate le stazioni di diffusione radiotelevisive. Sirte è stata poi liberata dall’Esercito di Misurata dopo alcune ore di combattimento grazie anche all’appoggio dell’aviazione egiziana, ma è stata riconquistata dallo stato islamico il 20 febbraio.

Governo Italiano appoggia l’operazione – Da un comunicato del Ministero degli Esteri Italiano si apprende che il governo italiano appoggia l’intervento USA in Libia.

“L’Italia valuta positivamente le operazioni aeree avviate oggi dagli Stati Uniti su alcuni obiettivi di Daesh a Sirte. Esse avvengono su richiesta del Governo di Unità Nazionale, a sostegno delle forze fedeli al Governo, nel comune obiettivo di contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia”.

 

Vincent Dimaggio
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