Tragedia a Vada (Livorno): morta la bambina lasciata in auto sotto il sole

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Grande dolore a Vada, frazione del comune di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno. Non ce l’ha fatta la piccolina di appena 18 mesi lasciata dalla mamma in pieno giorno per almeno quattro ore chiusa in macchina sotto il sole.
Come è stato registrato dalla cronaca in altri simili casi in passato, la mamma ha chiuso la macchina ed è andata a lavorare dimenticandosi di avere in macchina la piccola. Dopo ore si è ricordata della bambina e ha dato l’allarme.

Un vuoto di memoria. Questa la giustificazione della mamma disperata che forse era convinta di averla già portata al nido e invece aveva lasciato solo la figlia più grande al campo estivo. Una mamma che probabilmente sarà indagata per omicidio colposo e che, giustizia a parte, porterà dentro di sé per sempre la pena di essere la responsabile della morte della sua piccola innocente cresciuta fino a quel momento con tanto amore.

Quella dimenticanza, quella testolina piegata in macchina ad ora di pranzo quando la mamma è tornata al parcheggio, poi la morte in ospedale nelle ore successive, ore di speranza, ore di agonia. Il destino fatale che in quel parcheggio, vicino a quella macchina, nessuno abbia notato la piccola, nessuno abbia dato l’allarme quando era ancora possibile salvare la piccola vita.

Ad allarme scattato, sul posto sono giunti i soccorsi che hanno trasportato la piccola all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. La bambina però era già in condizioni disperate e mercoledì, dopo ore di agonia, il cuoricino si è fermato.

Sul caso la giustizia farà il suo corso: ad indagare sono i Carabinieri coordinati dal pubblico ministero Massimo Mannucci che potrebbe presto iscrivere il nome della mamma nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Come da rito la piccola potrebbe essere sottoposta ad esame autoptico per determinare le cause della morte al fine di ricostruire precisamente le responsabilità della madre.

Codacons: “Da tempo chiediamo misure in grado di evitare simili episodi e salvare la vita ai bambini – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – e in particolare abbiamo avanzato una proposta alle case costruttrici di automobili: oggi, nelle auto moderne, ci sono avvisi acustici che mettono in allarme il guidatore su diversi fronti: cinture di sicurezza non allacciate, fari accesi, portiere aperte, freno a mano tirato, serbatoio in riserva. È necessario anche un avviso acustico collegato con il seggiolino per i bambini o con le cinture di sicurezza posteriori, in modo che, quando il motore viene spento oppure il guidatore apre la portiera oppure fa per scendere dall’auto (basta un sensore di peso), ma la cintura posteriore sia ancora allacciata, scatti immediatamente l’allarme”.

I precedenti: Non è il primo caso del genere. E’ ancora vivo nella memoria collettiva il caso di cronaca del giugno 2015 quando una bambina di 17 mesi perse la vita dopo essere stata dimenticata in auto dai genitori a Vicenza per ore. Nel maggio del 2013 a Piacenza un uomo dimenticò il figlio di 2 anni in auto, andando a lavoro in uno stabilimento di via Bresciano. Per il bimbo, rimasto chiuso nella vettura per oltre 8 ore sotto il sole, non c’è stato nulla da fare.

Autore: Donato Paolino

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