Il freddo fa aumentare il rischio di infarto e ictus

Londra, 2 settembre 2015 – L’abbassamento della temperatura fa aumentare il rischio infarto e di ictus. E’ quanto emerge dal congresso annuale dell’European Society of Cardiology (Esc) in corso a Londra.

[easy_ad_inject_1]Secondo quanto rivelato dalla dottoressa Shuangbo Liu dell’University of Manitoba a Winnipeg, Canada, quando si verifica un abbassamento della temperatura di dieci gradi aumenta la probabilità di infarto cardiaco del 7 per cento. Lo studio rivela dopo 6 anni di osservazione che ogni 10°C di calo della temperatura il rischio di infarto del miocardio, quello più grave, aumenta del 7%.

“Abbiamo studiato gli effetti della temperatura sul rischio di attacchi cardiaci a Winnipeg, una delle più grandi (700 mila abitanti, ndr) e, appunto, più fredde città al mondo – ha detto la dottoressa Liu – Abbiamo dimostrato (lo studio ha preso in considerazione quasi 2 mila pazienti con infarto grave) che esiste una evidente relazione fra la temperatura giornaliera e il rischio di Stemi (con la sigla Stemi si indica una particolare forma di infarto caratterizzata da specifiche anomalie all’elettrocardiogramma – per gli addetti ai lavori che ci leggono si tratta del sovraslivellamento del tratto ST – e che è piuttosto grave. Cioè: più diminuiscono le temperature, più si ha probabilità di andare incontro a un grave attacco cardiaco”.

Non conta invece la presenza o meno di neve, in quanto si considera la sola temperatura. Da questi dati si potrebbe dunque sapere in anticipo se si può essere vittima di infarto, un anticipo di almeno due giorni semplicemente ricorrendo alle previsioni meteo.

Tze-Fan Chao, cardiologo del Taipei Veterans General Hospital e della National Yang-Ming University di Taiwan,rivela che non ci sarebbe solo il rischio di infarto collegato al freddo ma il rischio di ictus ischemico nei pazienti con fibrillazione atriale. Uno studio specifico condotto su 290.000 pazienti avrebbe infatti dimostrato che una diminuzione di 5°C della temperatura media giornaliera può comportare una maggiore viscosità e coagulabilità del sangue.

“E’ possibile dunque mettere in pratica misure preventive per i pazienti con fibrillazione atriale prima che si verifichi l’ictus, come terapie anticoagulanti adeguate e una riduzione dell’esposizione al freddo attraverso abbigliamento e riscaldamento adeguati” ha detto Chao.

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Autore: Donato Paolino

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