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Lo sport potenzia la plasticità del cervello e migliora la vista, ancora di più se in bici

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Pisa, 11 dicembre 2015 – Chi avrebbe mai pensato che fare sport, in particolare andare in bicicletta, migliora la vista? Ebbene, è quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori Claudia Lunghi dell’Università di Pisa e Alessandro Sale dell’Istituto di neuroscienze del Cnr di Pisa.

[easy_ad_inject_1]Lo studio ha, infatti, dimostrato che pedalare in bicicletta, non fa solo bene al cuore, al fisico e alla salute in generale, ma potenzia la plasticità del cervello, migliorando la risposta degli occhi agli stimoli. In pratica, spiegano i ricercatori, svolgere attività fisica agisce sulla capacità dei circuiti del cervello di adattarsi in risposta agli stimoli ambientali.

La ricerca ha riguardato, in particolare, il fenomeno della rivalità binoculare, cioè quel fenomeno che regola la percezione di segnali diversi dei due occhi.

“Quando i nostri occhi vedono due immagini diverse, il cervello va in confusione e, per uscire dall’empasse, privilegia ora l’uno ora l’altro dei due segnali. Quindi se vengono inviati stimoli contrastanti (per esempio linee orientate in modo diverso) ai due occhi di un soggetto, egli riporterà una continua alternanza delle due immagini, che verranno percepite per una durata temporale che è funzione della forza dell’occhio a cui lo stimolo è presentato”

spiega Alessandro Sale.

Questo studio ha dimostrato – spiega Claudia Lunghi – che “se si chiude per circa due ore l’occhio dominante, lo stimolo proiettato all’occhio che era stato chiuso verrà percepito per tempi più lunghi. In pratica chiudere un occhio non indebolisce la forza attribuita ai segnali che gli vengono inviati, anzi la rafforza”.

Per la ricerca gli autori hanno testato gli effetti di due ore di bendaggio di un occhio su 20 soggetti adulti in due diverse condizioni: in una i soggetti non svolgevano alcuna attività ma restavano seduti, nell’altra invece hanno pedalato su una cyclette.

“I risultati sono sorprendenti: quando i soggetti svolgevano attività motoria gli effetti del bendaggio monoculare sono apparsi molto più marcati, con un notevole potenziamento della risposta agli stimoli presentati all’occhio che era stato chiuso rispetto all’analoga risposta osservata quando erano stati a riposo”

spiega Lunghi.

I ricercatori ritengono che i risultati ottenuti abbiano importanti implicazioni in campo clinico, in particolare, per una patologia molto diffusa come l’ambliopia (un disturbo visivo dello sviluppo causato dall’esperienza visiva anormale durante il primo sviluppo). I risultati ottenuti suggeriscono una possibile applicazione di terapie di esercizio fisico, in combinazione con l’occlusione occhio, per recupero della funzione visiva in soggetti adulti ambliopici.

“Questo studio rappresenta la prima dimostrazione degli effetti dell’attività motoria sulla plasticità del sistema visivo e ci porta a considerare l’esercizio fisico non solo come un’abitudine salutare, ma anche come un aiuto per il cervello a mantenersi giovane, prevenendo l’invecchiamento patologico cerebrale”

concludono i ricercatori.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Current Biology.

Vincent Dimaggio
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