Lo stress è nemico della dieta: incide sull’autocontrollo

Zurigo (Svizzera), 11 agosto 2015 – Chi è a dieta dovrebbe evitare le situazioni che provocano stress in quanto rischia di buttare al vento tutti i sacrifici fatti per perdere i chili in più e rimanere in forma. Secondo un recente studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Zurigo, in Svizzera, guidati da Silvia Maier, lo stress sarebbe il primo nemico della dieta in quanto incide sulle capacità di autocontrollo.

[easy_ad_inject_1]Come spiegano i ricercatori, i meccanismi per i quali lo stress incide sul nostro self control non sono ancora chiari. Tuttavia, con la loro ricerca, hanno studiato come alcuni di questi meccanismi influenzano le scelte e le capacità di autocontrollo nei soggetti che affrontano una dieta.

Grazie alla risonanza magnetica hanno potuto osservare in che modo lo stress può alterare il funzionamento del cervello inducendo il soggetto a preferire, e quindi scegliere, un pasto più abbondante, un “confort food”, piuttosto che uno snak più salutare che lo aiuterebbe a mantenere la linea.

Questa perdita di autocontrollo, a livello cerebrale, è stata associata a variazioni nei collegamenti tra diverse aree, tra cui amigdala, striato, corteccia prefrontale dorsolaterale e quella ventromediale.

“Lo stress è stato, inoltre, associato ad una ridotta connettività tra le regioni della corteccia prefrontale dorsolaterale e la corteccia prefrontale ventromediale legate all’autocontrollo. In particolare, le alterazioni nei percorsi di connettività potrebbero essere dissociate dai loro rapporti differenziali con cortisolo e stress percepito. I nostri risultati indicano che lo stress può compromettere le decisioni di autocontrollo sia migliorando l’impatto di attributi immediatamente gratificanti e riducendo l’efficacia delle regioni che promuovono comportamenti che siano coerenti con gli obiettivi a lungo termine”

spiega Silvia Maier.

“Una strada interessante per ricerche future sarebbe capire se alcuni dei fattori che proteggono dai cambiamenti strutturali nel cervello indotti da uno stress grave, come l’esercizio e il supporto sociale, possano anche tamponare gli effetti di uno stress moderato sui processi decisionali”

ha commentato Todd Hare, responsabile dello studio.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Neuron.

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Autore: Donato Paolino

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