Lotta alla meningite: Beatrice Bebé Bio posa per Anne Geddes. Campagna Win for Meningitis

Meningite Anne Geddes

Le foto di Anne Geddes per promuovere la campagna Win for Meningitis, iniziativa globale promossa dalla società farmaceutica GSK per aumentare la consapevolezza sulla meningite e sui vaccini disponibili per combatterla.

La Geddes ha fotografato atleti che hanno sofferto di meningite e tra gli scatti vi è anche la fotografia di Beatrice Vio, la schermitrice italiana che ha vinto la medaglia d’oro nel fioretto alle Paralimipiadi di Rio e che si è ammalata di meningite a 11 anni, dovendo così amputare tutti i suoi arti.

Oltre a Beatrice Vio altri cinque atleti sono finiti nel mirino artistico della Geddes: la canadese Madison Wilson-Walker, il portoghese Lenine Cunha, la brasiliana Suélen Marcheski de Oliveira e gli statunitensi Jamie Schanbaum e Nick Springer.

La Meningite, malattia meningococcica, è un’infezione batterica che può provocare il rigonfiamento del tessuto intorno al midollo spinale e il rivestimento del cervello – la condizione che conosciamo come la meningite. Esso può anche causare infezioni del sangue (sepsi) e polmonite. Insieme, queste condizioni sono note come la malattia meningococcica invasiva (IMD). I primi sintomi possono essere facilmente scambiate per altre malattie, a volte con conseguente diagnosi errata e trattamento ritardato. In sole 24 ore, l’infezione da meningococco può svilupparsi in una grave malattia che necessitano di cure ospedaliere.

In Italia contraggono la malattia oltre 1000 persone. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione mondiale della sanità nel mondo ogni anno si verificano 500mila casi, di cui circa 50mila letali. Anche se la IMD è considerata una malattia rara, nel 2013 ci sono stati 65.700 morti in tutto il mondo – in media un morto ogni otto minuti. Mentre la maggior parte le persone sopravvivono, anche dopo le cure mediche circa 1 su 5 soffrono di disabilità per tutta la vita.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità italiano, la meningite è mortale nel 10 per cento circa dei casi. Inoltre 3 persone su 10 riportano danni gravi, come sordità, perdita di uno o più arti, disturbi della vista, ritardi neuromotori.

Chiunque può sviluppare la malattia, ma i bambini sotto un più vulnerabili a causa del loro sistema immunitario meno sviluppato. Le fasce d’età più colpite sono proprio i bambini nei primissimi anni di vita, gli adolescenti tra i 15 e i 16 anni, e i giovani adulti (24-25 anni).

In Italia la malattia è causata principalmente da 5 ceppi di questo batterio (A,B, C,W,Y), oggi tutti prevenibili con la vaccinazione.

Autore: Vincent Dimaggio

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