Lucca. Asportato rene sano a paziente malato di tumore: denuncia depositata in Procura

Lucca, 3 maggio 2016 – La malasanità colpisce ancora e stavolta a farne le spese è stato un paziente malato di tumore al rene a cui i medici, in sala operatoria, hanno asportato l’organo sano invece di quello malato.

La vicenda ha davvero dell’incredibile oltre che drammatica, ed ora il caso è finito in Procura sulla scrivania del pm incaricato di indagare su quanto accaduto presso l’ospedale San Luca di Lucca. La denuncia presentata dall’uomo che ha subito un danno irreparabile è stata confermata dal suo legale, l’avvocato Veronica Nelli, che ha provveduto a depositarla proprio oggi in Procura. L’ipotesi di reato che i pm incaricati potrebbero ipotizzare è quella di lesioni colpose gravissime in conseguenza di una serie di errori medici, dalla diagnosi all’intervento chirurgico.

Al paziente, Guido Dal Porto, 56 anni, imprenditore di San Ginese di Compito (Capannori), lo scorso 14 aprile, sottopostosi ad intervento chirurgico per l’asportazione del rene malato di tumore è stato asportato il rene sano.

NEi prossimi giorni la Procura provvederà a richiedere tutta la documentazione necessaria ad aprire un fascicolo d’inchiesta, tra cui anche la cartella clinica del paziente e tutto quanto abbia a che fare con l’intervento “sbagliato” di cui si sta parlando in tutta Italia.

Intanto, si riunirà domani, mercoledì 4 maggio, la commissione disciplinare dell’Asl Toscana nord ovest, che è stata incaricata di valutare in particolare la posizione di due medici coinvolti nel grave errore che ha portato all’asportazione del rene sbagliato al paziente, la radiologa C. G. e l’urologo, S. T.

“Si stanno portando avanti le azioni necessarie per fare piena luce su quanto avvenuto e sulle responsabilità di una vicenda drammatica e dolorosa anche per tutto il personale sanitario. Si ribadisce anche la piena disponibilità a venire incontro a tutte le esigenze del paziente per un successivo percorso terapeutico”, spiega l’azienda ospedaliera in una nota stampa.

Il triste caso di malasanità evidenzia chiaramente la carenza, al di là di quelle che possono essere le responsabilità individuali di medici ed operatori sanitari, di tutta la procedura da seguire, dalla diagnosi fino all’intervento del paziente. Sembra che in questo caso siano stati commessi una serie di errori tra cui un referto errato, il mancato confronto tra radiologo e chirurgo e la carenza di strutture, tallone d’Achille della nostra sanità, come la mancanza di macchinari adeguati per poter leggere una Tac in sala operatoria prima di eseguire l’intervento.

In un comunicato il direttore generale dell’Asl, Maria De Lauretis, spiegava che l’errore sarebbe stato commesso in fase diagnostica, in quanto la Radiologia avrebbe redatto un referto indicando come malato il rene destro invece di quello sinistro. “Uno errore forse determinato dal non aver considerato che il paziente era stato messo a pancia in giù e non supino come spesso avviene in questo tipo di esami” dice il direttore dell’Asl.

Su quanto accaduto è intervenuta anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha disposto l’invio degli ispettori della task force istituita presso il Ministero, al fine di accertare le cause che hanno provocato l’errore nel caso dell’asportazione dell’organo sano al paziente.

Nei prossimi giorni saranno disponibili i dati dell’ispezione che riguarderanno la verifica di procedure e protocolli sanitari seguiti dai sanitari del San Luca di Lucca.

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