Mano robotica: è made in Italy la prima mano artificiale in 3D printing

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Roma, 17 aprile 2015 – E’ italiana la prima mano robotica stampata in 3D. Il primo prototipo di mano artificiale, realizzato grazie alla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e l’Inail, è stato presentato ieri a Roma, alla presenza dei ministri Giuliano Poletti e Beatrice Lorenzin, e sarà in commercio già dall’anno prossimo. La nuova protesi di mano polifunzionale e poliarticolata, tutta made in Italy, avrà un prezzo altamente competitivo sul mercato.

[easy_ad_inject_1]La mano artificiale, che ha superato con successo i primi test sull’uomo, permetterà a tutti coloro che hanno subito l’amputazione di un arto superiore la completa ripresa della funzionalità. Derivata dalla tecnologia robotica dell’IIT, la mano artificiale è stata perfezionata grazie alle competenze tecniche del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio.

“La mano costerà più o meno quanto uno scooter”

ha detto il direttore scientifico dell’IIT, Roberto Cingolani, nel corso della conferenza stampa.

Il nuovo dispositivo, realizzato grazie alla tecnologia 3D-printing, si compone di un materiale plastico con alcune componenti metalliche, pesa meno di mezzo chilo ed è estremamente flessibile, “grazie all’ingegnerizzazione di un tendine artificiale che consente di riprodurre i movimenti naturali, e permette agli amputati di arto superiore il recupero della funzionalità complessiva”.

Entro l’anno prossimo, quando sarà conclusa la fase di sviluppo preclinico con i pazienti del Centro Protesi Inail di Budrio, il nuovo dispositivo sarà disponibile per le persone che hanno una specifica disabilità.

“È una mano vera e semplice da utilizzare, anche se è il risultato di una tecnologia complessa”

ha osservato uno dei padri del progetto, Antonio Bicchi, che insieme a Giorgio Grioli e Manuel Catalano ha guidato la squadra che ha realizzato il primo prototipo di mano artificiale.

La mano robotica si indossa facilmente sull’arto amputato ed è controllata grazie a due sensori che recuperano il segnale naturale dei muscoli residui del paziente. Alla presentazione della mano artificiale, ha partecipato anche il primo paziente del Centro Protesi Inail, che ha sperimentato la nuova mano e mostrato dal vivo le sue funzionalità e il buon livello di utilizzo che è riuscito a raggiungere dopo un primo periodo di addestramento, afferrando e impilando alcuni oggetti.

“Si tratta di un’iniziativa interamente made in Italy, che colloca il nostro Paese all’avanguardia nella robotica e ci consente di esportare tecnologia negli stessi Paesi in cui eravamo soliti acquistarla. Ora bisogna cercare di non perdere il treno, come è già avvenuto in passato su altri versanti, perché oggi chi ha l’hardware in mano ha il pallino dell’economia: se noi facciamo automazione e robotica, in futuro tutto quello che sarà intelligenza artificiale e servizi associati ci verrà dietro”

ha sottolineato Cingolani.

“Complessivamente, sono circa 300 le persone coinvolte nel progetto, perché oltre al team che ha inventato la mano e all’eccezionale gruppo clinico dell’Inail, il progetto ha beneficiato del lavoro di ricerca di oltre 200 tra robotici e nanotecnologi”

ha precisato Cingolani.

Secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per il 2017, quando sarà pronta la messa in commercio della mano robotica, questo nuovo tipo di protesi potrebbe essere inserito nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), superando il gap finanziario ed economico che fa troppe volte la differenza tra chi può averla e chi no.

“Ora dobbiamo porci il problema di come trasferire questa tecnologia a tutti i pazienti. Quello delle risorse è un falso problema perché le risorse si trovano se vengono utilizzate bene quelle che ci sono”

ha detto il ministro Lorenzin.

Il progetto, tutto italiano, vede la luce dopo circa 1 anno dalla sigla dell’accordo triennale tra Inail e IIT, del 12 dicembre 2013, per lo sviluppo di nuovi dispositivi protesici e riabilitativi avanzati, con investimenti congiunti complessivi pari a 11,5 milioni di euro.
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Autore: Donato Paolino

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