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Massimo D’Alema: “Il PD sta deperendo. I sondaggi ci danno al 34%”

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Roma, 14 settembre 2015 – L’ex presidente del consiglio Massimo D’Alema, è intervenuto alla Festa dell’Unità di Firenze dove è stato ospite con Gianni Cuperlo e non ha risparmiato parole dure contro il segretario e attuale premier Matteo Renzi.

[easy_ad_inject_1]”Renzi – dice D’Alema – dovrebbe decidere di aprire una discussione vera”. E non solo sul partito che, se “ha recuperato qualcosa, non è per l’annuncio della riduzione delle tasse, ma per il modo giusto con cui il Pd e Renzi hanno reagito al dramma immigrati, lanciando un segnale poi colto dall’elettorato di sinistra”.

Sul senato elettivo e il tanto discusso art.2: “Il problema non è il Senato elettivo, ma quale sistema democratico viene fuori. Si rischia una forma di presidenzialismo nel quale il presidente eletto nomina lui una buona parte dei deputati e con il Senato nominato dal ceto politico regionale. Se vincesse Grillo?”.

“Non è un fatto positivo che premier e segretario Pd siano la stessa persona. Il partito è abbandonato a se stesso, sta deperendo. Non è un bene neanche per il governo” ha dichiarato D’Alema.

L’analisi è chiara: dopo il grande risultato alle europee “Il Pd non sta vivendo una fase di particolare espansione dei consensi che qualcuno intende frenare per settarismo – ha affermato D’Alema -. Abbiamo cominciato a perdere terreno, perché una parte delle speranze che erano state suscitate da Renzi sono state deluse, tanto che oggi i sondaggi ci danno al 34%”.

Dal Pd “se ne vanno milioni di nostri elettori, ma abbiamo conquistato molti altri, però nel ceto politico: Verdini, Sacconi, Cicchitto…”.

La soluzione è rifondare il partito anche se D’Alema non sarà in prima fila ma darà una mano: non può “vivere nella condizione umanamente difficile in cui vivono Cuperlo e Speranza” e di non avere “né l’età né desiderio di fondare partiti”, sia che essi decidano “di dare battaglia nel Pd sia che, in un momento che nessuno si augura, possano pensare di ricostruire altrove una sinistra italiana io – dice – darò una mano”.

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Vincent Dimaggio
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5 thoughts on “Massimo D’Alema: “Il PD sta deperendo. I sondaggi ci danno al 34%”

  1. L’on D’Alema prima di parlare dovrebbe fare un bell’esame di coscienza. Da quando è entrato a far parte di questo partito di sinistra diversi anni addietro, (Partito che aveva altri nomi e valori) il partito ha iniziato un declino non indifferente. Dove ci sono i politici come Enrico Berlinguer, con valori e onestà da dedicare esclusivamente per i ceti sociali più deboli? A parole siamo tutti bravi, ma un certo merito lo si deve all’on Renzi che cerca come può di scardinare quel sistema che fino ad’ora era esclusivamente a favore di una certa dirigenza politica. Grazie Boris.

  2. Il sig. D’Alema dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza. Ha perso un’altra occasione per tacere, e sicuramente dai sondaggi si sbaglia grossolanamente, poichè da quello che sento, non dall’alto della casta, ma dal popolo deluso, i sondaggi non vanno oltre il 24 % e questo è la domaqnda che dovrebbe porsi prima di esternare come il PINOCCHIETTO SPARA CAZZATE non ELETTO.

  3. Sondaggi comunque fasulli, vi tiene ancora in piedi l’assillante propaganda mediatica per il fanfarone non eletto, 24 ore su 24 in tutte le reti nazionali e testate giornalistiche vendute alla vs. partitocrazia.
    Sareste già spariti dalla faccia della terra da un pezzo.
    Cmq “povero” D’Alema a te non ti votano più nemmeno se regali loro qualche bottiglia di vino…

    1. Va che ti sbagli di grosso. D’Alema sarà antipatico, questo te la passo,perchè è un presuntuoso, come lo sono io, sapendo di avere capito i meccanismi della convivenza civile e avendo nessuno che comprenda i suoi sforzi ,anche ora che è un ,si può dire esterno alla politica di alto bordo.Io mi ricordo benissimo quando, da ministro degli esteri, mi pare,volò in libano ,riuscì a far parlare fra loro alcune fazioni che stavano per riaccendere la guerra.Si fece fotografare sottobraccio ai terroristi,ma tutti posarono le armi per una pace che dura ancora.Fu attaccato dai francesi che avevano creduto che l’Italia li volesse spodestare dal Libano,Il giorno dopo andò a Parigi a parlare con Chirac e quando usci dal palazzo presidenziale Chirac lo cingeva e con un sorriso a 48,no 56 denti dichiarava che l’Italia era la più grande amica della Francia.

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