Matteo Renzi ammette la sconfitta e cambia configurazione: “Torno al Renzi 1”

Roma, 16 giugno 2015 – Il Matteo Renzi della seconda era (o come avrebbe detto Totò, quello della “seconda maniera”), delle troppe concessioni non ha premiato sotto il profilo elettorale. Le ultime elezioni, soprattutto i ballottaggi in Sicilia hanno lasciato i vertici del PD con l’amaro in bocca e Renzi non ha intenzione di continuare su questo versante.

[easy_ad_inject_1]Le elezioni “dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince. Devo tornare al Renzi 1” ha il segretario Pd che sul quotidiano La Stampa si sfoga dopo i ballottaggi. Come un “Transformer Renzi” cambia la sua configurazione da macchina capofila del PD a supereroe condottiero che deve sconfiggere il cattivo corso e andare spedito verso le riforme.

“Devo infischiarmene delle reazioni e riprendere in mano il partito”, spiega Renzi. Poi da premier avverte: “Adesso dovrò aumentare i giri, non diminuirli. Da oggi le riforme sono più vicine”. E ancora da segretario: “Basta con le mediazioni” e “basta con le primarie”, serve “un partito diverso”, modello Usa: “più Obama, meno Mastella o Pajetta”.

In particolare sulle primarie Renzi non ha dubbi: “Una cosa e’ certa: le primarie sono in crisi. Dipendesse da me la loro stagione sarebbe finita”. Quanto alla recente tornata elettorale “Casson, Paita, De Luca, Emiliano, Moretti. Io in quelle scelte non ho messo bocca.”

Non basta che “Al governo abbiamo fatto cose tecnicamente straordinarie: lavoro, giustizia, legge elettorale, divorzio breve, diritti civili. Anche l’immagine all’esterno e’ molto migliorata. Non siamo più i malati di Europa e durante l’ultimo G7 gli elogi pubblici di Obama alle nostre riforme sono stati quasi imbarazzanti. E basterebbe dare uno sguardo alle pratiche che abbiamo ereditato per capire che non è affatto vero che Letta era più competente di me, come ha scritto qualcuno”. C’è bisogno di andare spediti verso le riforme: “Da oggi le riforme sono piu’ vicine, non piu’ lontane. Adesso dovro’ aumentare i giri, non diminuirli.” promette Renzi.

Il cambiamento è fondamentale per vincere le prossime elezioni: “Anche perché – ricorda Renzi – tra un anno si vota nelle grandi città. Torino, Milano, Bologna, Napoli, forse Roma”. Roma? “Se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo”.

Poi Renzi cita il sindaco di Roma Ignazio Marino con una frase che a molti appare sibillina: “Se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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