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Renzi: Rinnovo cda Rai: “E’ necessario”. Canone Rai?”Si può intervenire anche con legge di stabilità”

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Roma, 2 agosto 2015 – Il premier Matteo Renzi e il suo Governo sono stati ancora una volta messi in difficoltà dalla minoranza dem che ha votato contro l’emendamento proposto proprio dal Governo sull’art.4 della riforma Rai a Palazzo Madama e tutto fa pensare che il colpo di coda dell’opposizione all’interno del Partito Democratico potrebbe ripetersi.

[easy_ad_inject_1] Renzi è convinto che si sia trattato solo di un “incidente” e i numeri in realtà ci sono, senza contare quelli di Verdini che ha lasciato Forza Italia e molto probabilmente sosterrà il programma di riforme della maggioranza non solo al Senato ma anche a Montecitorio.

“Mi pare che sia stato un segnale di natura politica, anche perché sembrerebbe abbastanza strano che il voto di coscienza sulle riforme casualmente fosse lo stesso anche sulla Rai – ha dichiarato Renzi dopo il Consiglio dei Ministri – Una parte del Pd ha voluto approfittare di molte assenze per mandare un messaggio. Il nostro obiettivo non è quello di dare messaggi, ma di cambiare il paese. Ognuno si assume le proprie responsabilità. Credo che le polemiche del Pd andrebbero gestite all’interno del Pd. In ogni caso. però i numeri ci sono lo stesso, sia alla Camera che al Senato, e noi non siamo preoccupati”.

Rinnovo Cda RAI è necessario: “perché lo prescrive la legge, e scorretto sarebbe continuare con la proroga” dice Renzi “Il 5 agosto il governo presenterà la sua proposta per presidente e direttore generale della Rai, con i criteri dell’autorevolezza e della competenza, perché il rapporto tra politica e Rai deve essere ‘alla Bbc’, di assoluta indipendenza”.

Totonomi del prossimo direttore generale RAI: secondo quanto si legge sulla stampa Renzi potrebbe scegliere tra Antonio Campo Dall’Orto e Andrea Castellari (Viacom), Marinella Soldi (Discovery) e Andrea Scrosati (Sky), mentre per i consiglieri si pensa a Giovanni Minoli, Giulio Anselmi, Paolo Mieli, Enrico Mentana, Paolo Baratta (presidente della Biennale di Venezia) e Carlo Fuortes, (sovrintendente del teatro dell’Opera). Giuseppe Giulietti, presidente dell’Associazione Articolo 21 e Antonio Pilati, l’ex commissario Agcom ed Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti. I nuovi vertici del cda Rai saranno eletti comunque sulla base della legge Gasparri e la convocazione della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai è prevista per martedì prossimo per la nomina.

Il nuovo ddl RAI approvato in senato – Il ddl prolunga a cinque anni la disciplina dei contratti per lo svolgimento del servizio pubblico e prevede maggiori poteri al Governo che delibera indirizzi prima di ciascun rinnovo del contratto nazionale.

Riguardo la nomina e le funzioni del consiglio di amministrazione, del presidente e dell’amministratore delegato, sono previste incompatibilità con cariche di Governo, anche se ricoperte nei dodici mesi precedenti alla data della nomina; l’amministratore delegato deve essere nominato tra coloro che non abbiano conflitti di interesse e non cumulino cariche in società concorrenti; stabiliscono che le modifiche dello statuto della Rai sono deliberate dal consiglio di amministrazione e approvate successivamente dall’assemblea straordinaria; indicano precisi requisiti di onorabilità per i consiglieri; prevedono l’approvazione del piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale; estendono al personale della Rai, ad eccezione dell’amministratore delegato, il tetto sulle retribuzioni.

Ci sono inoltre nuove norme sulla responsabilità dei componenti del cda Rai e la deroga, rispetto all’applicazione del codice dei contratti pubblici, per i contratti aventi per oggetto l’acquisto, lo sviluppo, la produzione o la commercializzazione di programmi radiotelevisivi, e i contratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.

Canone Rai? Anche con legge di stabilità – Lo scorso anno si propose di far pagare il canone con la bolletta telefonica: paginoni di inchiostro e poi come tante volte accade la proposta finì nel dimenticatoio. Chissà se anche nella legge di stabilità di quest’anno capiterà qualche norma sul canone Rai. Il premier Renzi ricorda infatti che “Sul canone si può intervenire anche nella legge di Stabilità”.

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Vincent Dimaggio
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