Matteo Renzi:”In 5 anni riduzione della pressione fiscale di 50 miliardi di euro”

Roma, 29 luglio 2015 – Il premier Matteo Renzi torna sull’argomento delle tasse e dopo aver ribadito che taglierà le tasse sulla casa ieri ha annunciato che “l’Italia non è più il Paese delle tasse”.

[easy_ad_inject_1] Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio alla Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. “L’Italia si è rimessa in moto e continuerà a farlo”, anche con un “pacchetto” di misure di riduzione fiscale che “procede con cadenza fissa e puntuale, alimentata dalla stabilità che è tornata di casa” ha detto Renzi annunciando che “In 5 anni ci sarà una riduzione della pressione fiscale di 50 miliardi di euro”.

Saranno contenti tutti i contribuenti italiani che però non possono non notare una discrasia tra il tempo presente del verbo del primo annuncio “L’italia non è più il Paese delle tasse” e il tempo futuro di quello usato poi “In 5 anni ci sarà una riduzione della pressione fiscale di 50 miliardi di euro”, ma sono dettagli.

La riduzione delle tasse – Renzi ha spiegato come si ridurranno le tasse: “Dieci miliardi nel 2015 dal bonus di 80 euro alla fascia più debole della popolazione; nel 2015 5 miliardi dall’eliminazione della componente lavoro dall’Irap; nel 2016 l’abolizione di Tasi e Imu, dal valore di circa 5 miliardi; nel 2017 ci occuperemo della riduzione del costo per le imprese dal combinato Ires e Irap per portare il costo della tassazione sul profitto al 24%; e nel 2018 interverremo sugli scaglioni Irpef e le pensioni”.

Per sul suo impegno in politica Renzi annuncia che tra 2 lustri farà altro: “In Italia dovremmo cominciare a considerare i politici dei civil servant che prima o poi se ne vanno. Io tra dieci anni farò altro”.

Futuro straordinario – Per l’Italia “un futuro straordinario”: “Comunque vada la discussione politica, penso che l’Italia abbia un futuro straordinario: tra 20 o 30 anni saremo leader in Europa e nel mondo”, ha detto ancora il premier.

L’Italia delle riforme – “La mia tesi molto arrogante è che siamo in presenza di una stagione di riforme inedita nella storia del paese” ha detto il premier – non “c’è mai stato nello stesso periodo una stagione di riforme così intensa e profonda come quella che sta vivendo l’Italia oggi”. “L’Italia ha una sua forza straordinaria che è molto più efficace di quello che ci raccontiamo: ha una capacità di attrazione nel mondo che il piagnisteo costante cui la politica italiana ci ha abituato tende a mettere in secondo piano”. “Si apre un grande periodo costituente in Europa, non tanto e non solo con la Grecia, ma con il referendum inglese, le elezioni francesi, portoghesi e spagnole e con la fase di rilancio sulla scrittura delle regole che il rapporto dei quattro presidenti ha appena toccato. E’ una partita davvero rilevante”. “Prima o poi dovremo porci il problema se l’Europa a 28 o è troppo o è poco. In questo momento un’Europa che non si apre alla Serbia, all’Albania, ai Balcani è poco”.

Un posto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu – E per sancire la grandezza dell’Italia nel mondo c’è una speranza: “Spero che il prossimo anno potremo festeggiare l’importante risultato dell’elezione al Consiglio di sicurezza dell’Onu per il biennio 2017-2018. Sarebbe un risultato molto positivo, ma non ci siamo ancora”. Insomma non ancora membro permanente del Consiglio di Sicurezza ma solo per due anni ed è già qualcosa.

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Autore: Vincent Dimaggio

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