Matteo Salvini contro i campi rom: “Li raderei tutti al suolo”. Vaticano: frasi assurde

Matteo Salvini Lega Nord

Milano, 9 aprile 2015 – Matteo Salvini scuote le coscienze e la politica con una dichiarazione al vetriolo: “Cosa farei io al posto di Alfano e Renzi? Con un preavviso di sfratto di sei mesi, raderei al suolo i campi Rom”. Lo ha dichiarato ieri il leader del Carroccio nella trasmissione “Mattino 5″e subito sono scoppiate le critiche.

[easy_ad_inject_1] “Do un preavviso di sfratto di sei mesi – continuato Salvini – e preannuncio la ruspa. Nel frattempo i Rom, come tutti gli altri cittadini, si organizzano: comprano o affittano casa”.

Non tarda la replica di Laura Boldrini, presidente della Camera, che bolla quelle di Salvini come: “Parole inquietanti di sola propaganda”.

Salvini a sua volta risponde alla Boldrini “Inquietante è che la Boldrini sia presidente della Camera”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Vaticano attraverso il cardinale Antonio Maria Vegliò, capo dicastero del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti che all’agenzia Ansa ha dichiarato:

“Sono posizioni estreme, assurde, come quelli che dicono “I musulmani? Li ammazzerei tutti” o “I migranti? Vadano tutti a casa loro”. Sono frasi stupide, e non varrebbe nemmeno la pena perdere tempo per commentarle. Cosa vogliamo pretendere da Salvini? Lo fa per scopi elettorali, sa che quando dice queste cose la percentuale degli amici aumenta. Certo i rom sono un problema e creano problemi, ma è proprio questa la questione, affrontare il problema, cercare una soluzione, che comunque non è facile”.

Il popolo Rom e la giornata internazionale. Le dichiarazioni di Matteo Salvini hanno particolarmente colpito non solo per il contenuto ma anche perché dette nella giornata del “Romano Dives” la giornata internazionale dei rom e sinti, che ricorda il primo congresso di intellettuali romanì avvenuto a Londra nel 1971.

Come ricorda Matteo Pasta su La Città Nuova, in quel congresso si decise il termine “rom” (uomo) come denominazione ufficiale, l’inno Djelem Djelem in memoria del genocidio nei lager nazifascisti e la bandiera con ruota indiana su sfondo per metà verde, a simboleggiare la terra coperta d’erba, e per metà azzurra come il cielo.

Ad Auschwitz c’era lo Zigeunerlager, 32 baracche circondate di filo spinato dedicate ai rom e sinti. I loro bambini divennero le cavie del dottor Mengele, che sperimentava le sue teorie eugenetiche iniettando inchiostri negli occhi per cambiare il colore dell’iride.

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Autore: Vincent Dimaggio

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