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Maurizio Landini lancia Coalizione Sociale e ai giovani di Confindustria parla di lavoro

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Roma, 6 giugno 2015 – Maurizio Landini nelle scorse ore ha inaugurato ufficialmente il suo nuovo movimento con la prima giornata dell’assemblea nazionale di Coalizione sociale che si è tenuta all’auditorium dei Frentani a Roma.

[easy_ad_inject_1]”Oggi inizia un percorso che ha come obiettivo quello di unire tutto quello che è stato diviso e rimettere al centro il lavoro con un’idea diversa di sviluppo, di sostenibilità ambientale e tutta la questione del diritto al sapere e alla conoscenza” ha detto Landini in apertura del suo intervento nel quale il leader della Fiom spiega che il nuovo movimento è “nato fuori dai partiti, ma per ricostruire una politica con la ‘P’ maiuscola che parli dei problemi delle persone, che permetta alle persone di poter partecipare”. Un movimento “che parla alle persone. Le persone non si sentono rappresentate e questo è il nostro obiettivo.

“Oggi inizia un percorso che proseguirà con tante iniziative sui territori perché oggi c’è un problema di cambiare questo Paese rimettendo al centro la partecipazione e gli interessi generali. Rispondere ai problemi che le persone oggi hanno e che sono quelli di non avere lavoro, non avere casa, il problema di non potersi curare e non poter studiare”. ha aggiunto Landini

Sulla corruzione Landini ha dichiarato: “siamo di fronte a un sistema di corruzione che non riguarda solo Roma. Io vengo dall’Emilia Romagna e come sapete in questi anni sono successe delle cose anche lì. La ‘ndrangheta controlla il mercato edile e le costruzioni pubbliche e private. Che ormai pezzi interi dell’economia reale siano in mano alla malavita organizzata, così come l’immigrazione è noto e questo non è un problema soo di Roma ma dell’Italia”. “Combattere la corruzione e l’illegalità vuol dire cambiare un certo modo di fare politica e una certa cultura politica”.

Sul lavoro Landini spiega che il sindacato: “Oggi non rappresenta più il lavoro. La nostra proposta è di un cambiamento radicale delle organizzazioni sindacali di cui ha bisogno anche la Cgil” . “Camusso – ha aggiunto Landini – sa perfettamente cosa vogliamo fare. Si deve non solo cambiare la Fiom, ma tutte le organizzazioni sindacali per renderle più democratiche e partecipate, più aperte ad altri soggetti”.

Parole che completano quanto già detto da Landini ospite al convegno dei giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure dove non poteva esimersi dal parlare di lavoro e Jobs Act: “La discussione che bisogna far partire e che invece non si sta facendo non è quella sulla flessibilità del lavoro o su quanto deve essere facile licenziare. E’ sul modello delle imprese che vogliamo, e su come devono funzionare. Il jobs act è una scorciatoia e capisco che l’imprenditore possa essere più contento, ma il punto è quale politica industriale si fa” ha detto Landini

“Abbiamo bisogno di milioni di posti di lavoro e non di centinaia, questo è il problema. Se non c’è una politica complessiva di sistema e di visione generale non si fa occupazione. Certo, anche il sindacato deve cambiare: la crisi di rappresentanza che riguarda sindacati e imprese” ha aggiunto spiegando che “Su una contrattazione aziendale sostitutiva del contratto nazionale io non sono d’accordo”.

Vincent Dimaggio
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