Sms al posto degli analgesici durante l’intervento chirurgico

Ithaca (USA), 5 maggio 2015 – Il semplice atto come l’invio di un Sms o più con il cellulare durante un piccolo intervento chirurgico che richiede un’anestesia locale, può ridurre in modo significativo la richiesta di farmaci da parte del paziente per alleviare il dolore. E’ quanto emerge da uno studio condotto da un team di ricercatori guidato da Jeff Hancock, professore del Dipartimento di Comunicazione e Scienze dell’Informazione alla Cornell University, ad Ithaca negli Stati Uniti, secondo il quale permettere al paziente di “messaggiare” durante l’operazione ridurrebbe l’utilizzo di farmaci anestetici fino all’80%.

[easy_ad_inject_1]I risultati ottenuti suggeriscono che il semplice atto di comunicare con qualcuno attraverso il cellulare prima e durante un piccolo intervento chirurgico, ha un effetto analgesico in quanto riduce la necessità di ulteriori farmaci anestetici. Secondo gli autori, l’effetto analgesico è ancora più rilevante se la comunicazione avviene con uno sconosciuto. Lo studio, guidato da Hancock e Guillory, insieme ai medici Christopher Woodruff e Jeffrey Keilman della McGill University che lavorano presso l’ospedale LaSalle di Montreal,ha coinvolto, tra gennaio e marzo 2012, 98 pazienti che sono stati divisi in quattro gruppi.

Un primo gruppo di pazienti ha ricevuto un trattamento convenzionale senza l’uso del cellulare in fase preoperatoria; al secondo gruppo è stato permesso l’utilizzo del cellulare per giocare ad Angry Birds; al terzo gruppo è stato permesso l’utilizzo del cellulare per “messaggiare” con un amico o un familiare; quelli del quarto gruppo, invece, dovevano interagire tramite cellulare con un assistente di ricerca. Va sottolineato che nessuno dei medici che eseguiva l’intervento chirurgico era a conoscenza dell’esperimento che si stava svolgendo.

Ebbene, dalla sperimentazione è emerso che i pazienti che avevano ricevuto la terapia convenzionale hanno fatto registrare una probabilità pari quasi al doppio di ricevere farmaci anestetici supplementari rispetto a quelli che avevano potuto “messaggiare” durante l’intervento con un amico, e sei volte maggiore rispetto a chi era stato impegnato in una conversazione testuale con un estraneo. I ricercatori hanno scoperto che la spiegazione di questo effetto molto probabilmente era dovuta al fatto che il tema della conversazione testuale con uno sconosciuto non riguardava l’intervento in sé o le emozioni del paziente, bensì tutt’altro e ciò ha potuto contribuire a distogliere la mente dal dolore.

Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di capire e scoprire quali sono le tipologie di conversazione via Sms candidate ad una maggior efficacia e se e quanto questo metodo potrà essere di aiuto a medici e pazienti.

“I nostri risultati suggeriscono che inviare messaggi di testo può essere un metodo più efficace che non richiede attrezzature specializzate o il coinvolgimento di medici. Ancora più importante è il fatto che la comunicazione testuale può consentire benefici analgesici e potrebbe essere introdotta in altri ambienti clinici dove questo tipo di supporto non è altrimenti disponibile”

spiegano gli autori.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Pain Medicine.

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Autore: Vincent Dimaggio

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