Migranti. Maroni: “Governo inadempiente con Regioni. Si sospenda Schengen”

Milano, 11 giugno 2015 – Il Governatore della Lombardia, Roberto Maroni, torna sulla questione migranti in commissione Shengen. Per Maroni sugli immigrati il governo è inadempiente con le Regioni-

[easy_ad_inject_1] Maroni poi si scaglia contro Alfano definendo “improvvisata” la gestione dell’emergenza migranti da parte del Viminale soprattutto sulla distribuzione degli immigrati e annuncia di aver inviato una nuova lettera ai prefetti perché le Asl verifichino le condizioni sanitarie delle strutture di accoglienza. “Le strutture sono al collasso, come abbiamo visto ieri con un gruppo di immigrati abbandonati alla stazione Centrale” di Milano “dove abbiamo rilevato anche dei casi di scabbia”, ha aggiunto Maroni, che ha citato casi “come quello dell’altro ieri a Belluno, dove il sindaco ha saputo della presenza di una ventina di immigrati in piazza da Facebook”.

Il presidente della Lombardia denuncia che: “Non sono stati attivati gli hub regionali”, cioè le strutture che dovrebbero accogliere i migranti prima che questi vengano distribuiti.

Maroni propone la sospensione gli accordi di Schengen. Servono il blocco navale o i campi profughi in Libia. “Bisogna sospendere Schengen – ha detto Maroni – è la proposta fatta da Beppe Grillo ma fatta prima anche da me. Di fatto la polizia francese sta sospendendo Schengen con controlli alle frontiere che non si potrebbero fare” E ha aggiunto: “Si devono impedire le partenze con il blocco navale o, ancora meglio, fare campi profughi in Libia“.

Accordi di Schengen: è il trattato che coinvolge sia alcuni Stati membri dell’Unione europea sia Stati terzi, oggetto del quale è il controllo delle persone, che non va confuso con i controlli doganali sulle merci, anche se portate sulle persone (controlli doganali). I controlli doganali sono stati aboliti tra gli Stati Membri della UE dal 1º gennaio 1993 con la caduta delle frontiere.
Tra gli obiettivi: L’bolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dello spazio Schengen. IL rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen. La collaborazione delle forze di polizia e possibilità per esse di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini (per esempio durante gli inseguimenti di malavitosi). Il coordinamento degli stati nella lotta alla criminalità organizzata di rilevanza internazionale (per esempio mafia, traffico d’armi, droga, immigrazione clandestina). L’integrazione delle banche dati delle forze di polizia (il Sistema di informazione Schengen, detto anche SIS).

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