Miss Simpatia denuncia Moreno per aggressione. Il rapper replica: “E’ stata solo una lite”

Roma 1 aprile 2016 – Dagli artisti ci si aspetta di avere notizie sui loro successi (o insuccessi). Invece spesso, troppo spesso, capita di leggere di storie che hanno significato ben diverso dalle parole “artistico” e “spettacolo”. Fedez da tempo ci ha abituato che oltre la musica c’è di più e i fan non attendono che si parli comunque di lui, che si tratti anche solo di una lite o di un’assenza ad un concerto

La cantante Miss Simpatia, al secolo Sandra Piacentini, irrompe in questo scenario con una vera e propria denuncia postata Facebook: “Moreno mi ha strappato i capelli, tirato le dita, ha anche minacciato mio figlio”. Il denunciato è il rapper Moreno, nome completo Moreno Donadoni, vincitore della dodicesima edizione di ‘Amici’.

Tutto sarebbe nato da una discussione avvenuta il 22 marzo a bordo di un volo diretto a Madrid di ritorno da un concerto in Messico proseguita una volta atterrati.

“Moreno ha iniziato a dirmi ‘sei una p……’ ‘tuo figlio è un figlio di p……’ , racconta Miss Simpatia ‘appena scendiamo dall’aereo ti ammazzo’, ‘meriti di essere stuprata’ , ‘porto via tuo figlio’…. e cose peggiori che non riesco a ripetere. Dopo giorni e giorni di insulti da parte di Moreno quando mi ha detto P…… io ho risposto “tua madre” ovviamente non perché pensavo che la madre sia una p…… ma perché mi ha presa per sfinimento e sono caduta in basso nel rispondere. Questo ha scatenato l’aggressione fisica. Moreno mi ha strappato i capelli, ha cercato di spezzarmi le dita e mi ha infilato in bocca le dita cercando di lesionarmi la bocca”.

Poi rivela che Moreno sarebbe poi stato trattenuto dalle autorità spagnole per essere interrogato.

La replica di Moreno – Il rapper, che ha appreso della denuncia contro di lui dai social network, smentisce che ci sia stata aggressione, solo una lite:”A seguito della pubblicazione di alcune notizie false e gravemente lesive sia del mio onore di uomo che della mia immagine di artista, intendo chiarire questa assurda vicenda (avendo già demandato alle sedi opportune l’individuazione delle relative responsabilità). Si, è vero, io e la Signora Piacentini siamo partiti per il Messico insieme e, al ritorno, durante lo scalo a Madrid, abbiamo litigato.

La discussione è nata perché non ci siamo trovati all’appuntamento per andare in aeroporto. Ho sbagliato perché mi sono innervosito e sono volate parole di troppo. Dopo avermi offeso pesantemente, la Signora Piacentini mi ha spinto, io mi sono aggrappato a lei e le ho afferrato una mano per non cadere. Era il giorno dell’attentato a Bruxelles, c’era molto nervosismo intorno a noi e i toni della discussione hanno attirato l’attenzione della polizia aeroportuale: siamo stati fermati e interrogati entrambi. Ho appreso solo dopo che era stata sporta una denuncia contro di me. Non sono mai stato portato in carcere e dopo un paio di ore eravamo in giro per l’aeroporto, cercando un volo che ci portasse a casa.

Non avendolo trovato, ognuno di noi ha prenotato un diverso albergo. Ciononostante, la Signora Piacentini mi ha chiesto di raggiungerla in camera, dandomi l’indirizzo del suo albergo (singolare che abbia invitato in camera il suo aggressore! Strano anche che, vedendomi arrivare, non abbia chiamato la polizia o che mi abbia aperto la porta della camera, no?).

In albergo da lei abbiamo parlato e abbiamo fatto pace (almeno lo pensavo). Non ci sono state aggressioni, né violenze né occhi neri (come confermato dalla stessa Piacentini che ha provato prima a far credere di avere un occhio incerottato dovendo poi ricorrere ad attribuire la benda ad una congiuntivite improvvisa). Purtroppo non è la prima volta che la Signora Piacentini tira in ballo persone che lavorano nel settore della musica per attirare l’attenzione. Non sto al suo gioco e chiarisco che – contrariamente da quanto da lei dichiarato nella copia del verbale del quale ho appena appreso l’esistenza – non è in corso con la Signora Piacentini alcuna relazione sentimentale, come la stessa ha persino dichiarato. Ho dato mandato ai miei legali di tutelarmi in seguito a questo grave episodio di strumentale e studiata denigrazione nei miei confronti”.

Autore: Donato Paolino

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