Morbillo, pediatri lanciano allarme: negli ultimi 5 anni oltre 358mila bambini non vaccinati

Roma, 20 novembre 2015 – I pediatri della SIP, la Società Italiana di Pediatria, lanciano l’allarme sulla bassa copertura vaccinale nei bambini per il morbillo, ma preoccupante è anche il calo delle vaccinazioni per parotite e rosolia.

[easy_ad_inject_1]Nel corso degli Stati Generali della Pediatria, la SIP ha diffuso i dati raccolti sulla copertura vaccinale secondo cui, negli ultimi cinque anni, sono più di 358mila i bambini che non hanno ricevuto il vaccino per il morbillo, sottolineando anche le troppe disparità regionali che ancora si riscontrano nell’offerta vaccinale. I risultati dell’indagine sono stati presentati anche alla Camera dei Deputati in occasione della Giornata Mondiale dei Bambino e dell’Adolescente.

Dai dati raccolti risulta, inoltre, che il 70% degli adolescenti ritiene importante vaccinarsi e che dovrebbero farlo tutti. Ma la situazione, così com’è stata presentata dai pediatri, risulta davvero preoccupante. In fatto di vaccinazioni l’Italia è al limite della salvaguardia in tema di vaccinazioni obbligatorie, visti i numeri dei bambini che non fanno il vaccino, dicono i pediatri, è come se avessimo perso un comune grande quanto la città di Firenze.

“Torniamo nuovamente a esprimere la preoccupazione di tutti i Pediatri italiani per questo pericoloso fenomeno e per i danni che sta provocando sulla salute dei bambini. Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale”

dichiara il Presidente SIP, Giovanni Corsello.

In dettaglio, in questi ultimi cinque anni, i bambini che non hanno ricevuto il vaccino esavalente (contro polio, difterite, epatite B, tetano, pertosse, Hemophilus influenzae) sono ben 147.456. Solo negli ultimi due anni, i bambini non vaccinati sono stati 139.747.

“L’adozione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018, già approvato dalla Conferenza Stato Regioni, ed al momento al vaglio del Ministero dell’Economia per le verifiche di compatibilità economica, consentirebbe di ridurre inaccettabili disparità che colpiscono il diritto alla salute dei bambini italiani. Il calendario nazionale delle vaccinazioni 2016-2018, che contempla anche vaccini di recente introduzione, rappresenta infatti il punto di riferimento per tutto il territorio nazionale. Occorre nel contempo attivare una adeguata sinergia di tutte le forze in campo – pediatri, medici di medicina generale, istituzioni, media – per far sì che vengano raggiunti livelli di coperture vaccinali adeguati in grado di non vanificare gli obiettivi del Piano”

ha dichiarato Giovanni Corsello.

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Autore: Vincent Dimaggio

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