Morta Tina Anselmi, partigiana e prima donna a diventare ministro

Tina Anselmi

Il ricordo di Mattarella, Renzi e Lorenzin
E’ morta la scorsa notte nella sua casa di Castelfranco Veneto Tina Anselmi, prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro nel luglio del 1976 titolare del dicastero del Lavoro e della Previdenza sociale nel celebre governo di solidarietà nazionale presieduto da Giulio Andreotti.
Tina Anselmi, più volte parlamentare della Democrazia Cristiana, aveva 89 anni.

Fu partigiana nella Resistenza con il nome di battaglia di Gabriella. Staffetta della brigata Cesare Battisti capitanata da Gino Sartor, passò al Comando Veneto dei Volontari della Libertà.

Il ricordo del Presidente della Repubblica – “Profondamente colpito dalla scomparsa di Tina Anselmi, partigiana, parlamentare, ministro di grande prestigio, ne ricordo il limpido impegno per la legalità e il bene comune”. E’ quanto dichiarato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il ricordo di Matteo Renzi: “Con Tina Anselmi scompare una figura esemplare della storia repubblicana. Partigiana, sindacalista, impegnata nella vita politica e nelle istituzioni, prima donna ministro della storia italiana”. E’ quanto dichiarato dal premier Renzi in una nota inviata ai familiari dove esprime il suo cordoglio personale e di tutto il governo. “Il suo impegno per le pari opportunità e contro la P2 e la sua personalità forte e discreta ne fanno un esempio per chiunque creda alla politica come passione per la libertà”.

Il ricordo di Beatrice Lorenzin: “La biografia di Tina Anselmi è una storia di straordinario coraggio e d’intelligenza al servizio delle istituzioni. Noi donne italiane le dobbiamo moltissimo. C’è chi la ricorderà per le sue azioni di giovanissima cattolica antifascista, chi per l’instancabile lavoro all’interno del Parlamento, di certo Tina Anselmi ha dedicato la sua intera esistenza al miglioramento delle condizioni di tutti; e questo fa di lei una figura di riferimento per la politica italiana. A me piace sottolineare, una volta di più, l’autorevolezza con la quale, in un mondo fino a quel momento tutto maschile, ricoprì il ruolo di ministro; il suo rigore, riconosciuto da tutti, la portò in una fase delicatissima della vita delle nostre istituzioni a ricoprire la presidenza della Commissione d’inchiesta sulla P 2.” E’ quanto dichiarato dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in una nota. “La lotta per le pari opportunità trovò proprio nella competenza e nella capacità politica di Tina Anselmi l’esempio, e quindi una fortissima spinta, verso l’uguaglianza tra uomo e donna nell’accesso al lavoro, alle cariche istituzionali.
Indimenticata ministro della salute, è anche grazie alla sua preziosissima attività che l’Italia si è dotata del Servizio Sanitario Nazionale, lo schema di tutela per tutti i cittadini che ancora oggi è esempio di sanità pubblica nel mondo. La biografia di Tina Anselmi è un percorso da studiare, il solco da lei tracciato ha un valore politico inestimabile. Nei prossimi giorni il Ministero della Salute valuterà quale forma adottare per ricordare in modo duraturo la figura straordinaria di questa donna-politico.” conclude la nota.

Autore: Donato Paolino

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