Morto Stefano Rodotà a 84 anni. Aperta la Camera Ardente

Stefano Rodotà all'Università di Macerata

E’ morto ieri a Roma Stefano Rodotà, celebre giurista e professore universitario. Le cause della morte non sono state precisate: le fonti fanno riferimento semplicemente ad una “breve malattia”.

Dalle 16 di oggi aperta la Camera Ardente: Alle 16, nella sala Aldo Moro di Montecitorio, è stata aperta la Camera Ardente di Stefano Rodotà. L’omaggio al giurista sarà possibile anche domani dalle 10 alle 19, quando è atteso, in tarda mattinata, anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
L’ultimo saluto sarà tributato lunedì 26 giugno in mattinata all’Università La Sapienza di Roma. La salma del giurista sarà ospitata nella facoltà di Giurisprudenza.

Nato a Cosenza il 30 maggio 1933, Stefano Rodotà era conosciuto ai più anche per la sua attività politica. Esponente del Partito Radicale di Pannunzio, Rodotà rifiutò la candidatura a segretario nel’76 e nel ’79 quando alla guida c’era Marco Pannella.

Nel 1979 Rodotà fu eletto deputato come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano. Nel 1992 fu nominato vicepresidente della Camera dei Deputati.

Dal 1997 al 2005 è stato il primo Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell’Unione europea. È stato inoltre componente del gruppo europeo per l’etica delle scienze e delle nuove tecnologie e presidente della commissione scientifica dell’Agenzia europea dei diritti fondamentali.

Nel 2013 fu candidato alla carica di Presidente della Repubblica dal Movimento 5 Stelle.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si è detto profondamente colpito dalla sua scomparsa e in un messaggio alla famiglia ne ricorda “le alti doti morali e l’impegno di giurista insigne, di docente universitario, di parlamentare appassionato e di prestigio e di rigoroso garante della Privacy”. “La sua lunga militanza civile al servizio della collettività è stata sempre contrassegnata dalla affermazione della promozione dei diritti e della tutela dei più deboli”.

Il Presidente del Senato, Pietro Grasso: “Insigne giurista, uomo delle istituzioni, intellettuale che ha dato moltissimo al nostro Paese”. Grasso ha sottolineato la sua “capacità di affrontare con linguaggio semplice tempi complessi”. “Ci mancherà” ha aggiunto.

Il Presidente della Camera, Laura Boldrini: “Con Rodotà perdiamo uno straordinario giurista che si è battuto per il diritto di avere diritti, anche nell’era digitale”. “Grazie Stefano”, conclude.

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su twitter: “Ricordo Stefano Rodotà grande giurista, intellettuale di rango, straordinario parlamentare. Una vita di battaglie per la libertà”.

Messaggio del Rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato – “L’Università di Macerata partecipa con viva commozione alla scomparsa del prof. Stefano Rodotà, giurista autorevole e uomo politico di grande rilievo. In particolare, ricordiamo gli anni di Stefano Rodotà nel nostro Ateneo dal 1963 al 1968, Ateneo che ha costituito per lui un luogo importante per la formazione del suo pensiero giuridico e che, nel 2010, a riconoscimento dei suoi straordinari meriti, gli ha conferito la laurea honoris causa in Scienza della politica”.

Stefano Rodotà, appena trentenne, è stato docente incaricato di diritto civile dal 1963 al 1966 e professore straordinario della stessa materia dal 1966 al 1968 nella facoltà maceratese di Giurisprudenza. Nel corso degli anni è tornato nell’Ateneo maceratese in diverse occasioni, come la tavola rotonda del 1974 organizzata da Adolfo Di Majo o il convegno sulla riforma dei contratti agrari del 1982 voluto da Carlo Alberto Graziani, la laurea honoris causa del 2010. “Qui – disse allora -è iniziata la mia carriera accademica, che si è sempre intrecciata con Macerata: l’Aula Magna, la prolusione che tenni in questo Ateneo 44 anni fa rappresentano momenti significativi di una riflessione proseguita fino ad oggi”. Tra le sue ultime volta a Unimc, la partecipazione al convegno “Umano e post-umano. Confronto con l’antropologia tecnologica” organizzato da Francesco Totaro nel 2011.

Autore: Vincent Dimaggio

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