Morto Luca De Filippo. Scomparso per un male incurabile scoperto da poco

Roma, 27 novembre 2015 – Lutto nel mondo del Teatro. L’attore e regista teatrale Luca De Filippo, figlio del grande Eduardo e della cantante e attrice torinese Thea Prandi, è venuto improvvisamente a mancare all’età di 67 anni. Solo un paio di settimane fa era stato ricoverato in ospedale per una discopatia che ha poi portato alla scoperta di un male incurabile che lo ha tolto all’affetto dei suoi cari in pochissimi giorni.

[easy_ad_inject_1]Luca De Filippo, nato a Roma il 3 giugno del 1948, è morto oggi pomeriggio nella capitale ma da sempre è stato forte il suo legame con l’amata città di Napoli. Aveva da poco festeggiato i suoi 60 anni di palcoscenico.

La sua carriera e l’intimità con il palcoscenico è iniziata prestissimo. Lo ricordiamo, infatti, quando alla tenera età di sette anni, nel 1955, il padre, Eduardo De Filippo, lo fece recitare nel ruolo di Peppeniello nella commedia “Miseria e nobiltà” del nonno Eduardo Scarpetta, portata poi al cinema da Mario Mattoli con l’interpretazione del grande Antonio De Curtis, Totò.

In una recente intervista rilasciata a Repubblica, Luca De Filippo diceva del padre: “A teatro? Non ha mai alzato la voce con me. Ma in verità neanche mi ha mai detto bravo. È come se una parte di lui fosse rimasta in me: gli anni di insegnamenti, di convivenza noi due soli, dopo che mia madre, Thea Prandi, e mia sorella Luisella morirono a distanza di poco tempo l’una dall’altra. Nel ’60 e ’61. Io avevo dodici anni, Eduardo era già un uomo anziano. La nostra fu anche una convivenza gradevole. Lui era un grande umorista, quando voleva. Certo, c’erano anche lunghi silenzi tra noi. E poi c’era il teatro”.

Quel teatro che ha riempito la sua vita fin dal suo debutto vero e proprio, all’età di 20 anni, ne “Il figlio di Pulcinella” di Eduardo (regia di Gennaro Magliulo), col nome di Luca Della Porta.

Da questo momento inizia un’intensissima attività teatrale. Con la regia del padre, partecipa – sia in teatro che nella versione televisiva – a Il contratto, Sabato, domenica e lunedì, Filumena Marturano, Non ti pago, Il sindaco del rione Sanità, Napoli milionaria!, De Pretore Vincenzo, Le bugie con le gambe lunghe, Uomo e galantuomo, Natale in casa Cupiello, Gli esami non finiscono mai, Le voci di dentro, Sik-Sik, l’artefice magico, Gennareniello, Dolore sotto chiave, Quei figuri di tanti anni fa, Ditegli sempre di sì, Chi è cchiu’ felice ‘e me!, al pirandelliano Berretto a sonagli, a un’opera di Gino Rocca Scorzetta di limone, a ‘O tuono ‘e marzo, a La donna è mobile di Vincenzo Scarpetta e ad alcune opere di Eduardo Scarpetta: Cani e gatti, Lu curaggio de nu pumpiero napulitano, ’Na santarella, Tre canzune fortunate e Nu turco napulitane.

Al cinema è stato il padre di Silvio Muccino nel film di Gabriele Muccino, Come te nessuno mai. Il suo ultimo ruolo, nel film di Gianfranco Cabiddu La stoffa dei sogni, omaggio alla commedia napoletana.

Autore: Vincent Dimaggio

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