Nasa lancia l’allarme: il ghiaccio dell’Artico continua a sciogliersi

ghiacciaio

Il ghiaccio dell’Artico continua a sciogliersi e a settembre, esattamente il 10, è stata raggiunta l’estensione minima. Peggio di così è accaduto solo nel 2012. L’allarme è stato lanciato dalla Nasa, l’agenzia spaziale americana, che da un esame dei rilievi satellitari ha diagnosticato uno scioglimento preoccupante verificatosi nei primi dieci giorni del mese di settembre facendo raggiungere al ghiacciaio del circolo polare artico, il polo Nord, l’estensione minima di 4,14 milioni di chilometri quadrati. La perdita di superficie di ghiaccio marino è stata pari a 34.100 chilometri quadrati al giorno (contro una media di 21mila chilometri quadrati).

Se si pensa che trent’anni fa l’estensione del ghiacciaio del polo era di 12 milioni e oltre di chilometri quadrati si può facilmente dedurre che in tutto questo tempo, probabilmente a causa del riscaldamento globale, il ghiacciaio ha perso oltre due terzi della sua estensione. La situazione peggiore è stata registrata nel 2012 quando i chilometri quadrati rilevati erano pari a 3,39 milioni). Il dato risulta molto simile a quello del 2007 quando fu registrata l’estensione minima di 4.15 milioni di chilometri quadrati.

Secondo gli esperti della Nasa la perdita di estensione del ghiaccio è risultata maggiore nel mare dei Ciukci, situato tra l’omonima penisola e l’Alaska.

L’importanza dei ghiacciai dell’Artide e dell’Antartide – Secondo i dati raccolti nel report del 2015 del WWF dal titolo ‘Ghiaccio bollente’, la riduzione dei ghiacci del pianeta può determinare effetti negativi su specie e uomo come evidenziano le più recenti evidenze scientifiche. Il WWF già segnalava la preoccupante riduzione dei ghiacci delle zone polari: qui l’aumento della temperatura media è il doppio di quella registrata nel resto del globo.

“Bisogna sottolineare che le emissioni cumulative di CO2 determineranno in gran parte il riscaldamento medio globale della superficie terrestre alla fine del 21° secolo e oltre – si legge nel rapporto – Come ci ricordano i climatologi la maggior parte degli effetti del cambiamento climatico persisteranno per molti secoli, anche se si
dovessero fermare da subito le emissioni di CO2. Quest’aspetto della problematica del cambiamento climatico richiede all’umanità un sostanziale impegno multisecolare per il cambiamento del clima causato dalle emissioni di CO2 passate, presenti e future. Ed è inutile sottolineare come sia urgentissimo intervenire subito e non aspettare oltre per eliminare le cause antropiche dell’immissione di gas climalteranti nell’atmosfera.

Autore: Vincent Dimaggio

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *