Novità Buoni pasto: non utilizzabili al supermercato e non cumulabili. Consumatori sul piede di guerra

Roma, 21 agosto 2015 – Arrivano novità sul fronte dei buoni pasto che molti dipendenti utilizzano per far la spesa al supermercato anche cumulativamente.
[easy_ad_inject_1] La nuova legge di stabilità ha introdotto alcune novità la più importante delle quali in vigore dallo scorso primo luglio, riguarda innanzitutto il livello di tassazione: il valore esentasse dei ticket pasto elettronici è aumentato, passando infatti da 5,29 euro a 7 euro, mentre per i buoni cartacei il tetto di esenzione è rimasto fissato a 5,29 euro.

Il governo in questo modo vuole spingere lavoratori e imprese ad un maggiore uso dei buoni pasto elettronici per ottenere una migliore tracciabilità dei pagamenti.

Inoltre il nuovo sistema costringerà molti lavoratori a non poter cumulare i buoni pasto per fare poi a fine settimana la spesa al supermercato.

Il Codacons annuncia battaglia: “Si tratta di una grave violazione alla libertà dei cittadini. Il buono pasto è un diritto acquisito del lavoratore – ricorda il Codacons – che può essere utilizzato a seconda delle esigenze del momento. Ad esempio se si decide di non pranzare o di portare il pranzo da casa, non è in alcun modo pensabile costringere il lavoratore ad utilizzare il ticket di quel giorno solo per il pasto o per la mensa. Una volta acquisito, il diritto all’utilizzo di quel buono pasto deve valere sempre e ovunque, anche in modo cumulativo”.

Sulla stella linea anche l’Unione Nazionale Consumatori il cui segretario, Massimiliano Dona ha dichiarato: “Chiediamo al Governo e al Parlamento di liberalizzare i buoni pasto, rendendoli cumulabili e permettendo al lavoratore di spenderli anche in un’unica soluzione. Oramai sono diventati un sostegno insostituibile per le famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese, un apporto fondamentale al reddito”. Attualmente il buono pasto non è cumulabile, né cedibile, né convertibile in denaro. “È giusto che non sia cedibile o convertibile in denaro, ma deve essere reso cumulabile. Anche solo per il fatto che se un lavoratore decide un giorno di saltare un pasto ed il giorno dopo di spendere due buoni insieme, non si capisce perché non lo possa fare. Tanto più che con 7 euro ti prendi a malapena un panino ed una bibita” ha concluso Dona.

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Autore: Vincent Dimaggio

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