Scie chimiche? Scienziati: Niente complotto

Scie chimiche

Cosa c’è dietro le scie nel cielo? Ora c’è uno studio scientifico. Da anni molti curiosi si chiedono cosa ci sia dietro quegli interi reticolati di scie lasciate dal passaggio di aerei.

Secondo i complottisti dentro quelle scie (chemitrails) ci sarebbero agenti chimici o addirittura biologici spruzzati appositamente per scopi oscuri: esperimenti militari sulle popolazioni, progetto segreto per mitigare il riscaldamento globale, tentativi di condizionamento psicologico tramite agenti psicoattivi e chi più ne ha più ne metta.

Secondo gli anti complottisti si tratta solo di scie di condensazione, formate da gas di scarico o per particolari condizioni di umidità dell’aria, o per espansione dell’aria provocata da un movimento veloce di un aereo.

La prima protesta ufficiale contro questo fenomeno è arrivata dal Canada nel 1998, quando in seguito ad una notevole presenza di scie anomale, gli abitanti incominciarono ad accusare problemi di salute e vaste aree divennero aride, furono analizzati diversi campioni di terreno dai quali risultò che essi contenevano una quantità di particolato di alluminio venti volte superiore al limite indicato per l’acqua potabile.

Quale la verità? Ebbene è arrivato uno studio scientifico condotto dalla University of California Irvine (testo completo in pdf), i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Environmental Research Letters secondo il quale non ci sono prove delle scie chimiche: quelle scie sono con tutta probabilità semplici e innocui fenomeni chimici e fisici.

Lo studio intitolato “Quantificare il consenso degli esperti riguardo all’esistenza di un programma segreto di irrorazione atmosferica su larga scala” a firma di Christine Shearer, Mick West, Ken Caldeira e Steven J. Davis (testo completo in pdf) ha coinvolto 77 scienziati divisi in due gruppi: esperti di chimica dell’atmosfera con competenze legate alle scie di condensazione e geochimici che lavorano sulla deposizione atmosferica di povere e inquinanti.

A loro sono state sottoposte quattro fotografie e analisi di laboratorio presentati come prova dell’esistenza delle scie chimiche ed è stato chiesto quale fosse la causa più probabile.

“Dei 77 esperti – rivela l’autore -, 76 non hanno rinvenuto prove dell’esistenza di un programma segreto, non hanno ritenuto che l’esistenza di un programma del genere fosse la spiegazione più semplice per quello che stavamo sottoponendo loro e hanno proposto spiegazioni basate su teorie fisiche o chimiche note”.

Riguardo all’aumento delle concentrazioni nell’ambiente, in sei hanno parlato di aumento della presenza di allumino, in tre di bario e in tre di stronzio, attribuendoli principalmente a cambiamenti a livello industriale e agricolo o a processi naturali.

L’unico esperto che ha dichiarato di aver riscontrato una prova del complotto ha parlato di “alti livelli di bario atmosferico in un’area remota con un livello standard di bario nel terreno basso”.

“Concentrarsi su un programma di irrorazione segreto e su larga scala potrebbe distrarre l’attenzione dai veri problemi che devono essere affrontati”, si legge nelle conclusioni dello studio dove si precisa comunque come sia “ragionevole che i comuni cittadini chiedano risposte in merito alla salute, al cambiamento climatico e all’inquinamento”.

“Sentivo che era importante mostrare definitivamente quello che pensano i veri esperti delle scie di condensazione – ha detto Ken Caldeira del Carnegie Institution for Science – potremmo non convincere i complottisti che la loro è una fantasia paranoica, ma speriamo che i loro amici accettino la realtà dei fatti”. “Se ci sono più scie negli ultimi anni – ha concluso Caldeira – è solo perché sono aumentati gli aerei e la persistenza delle scie nei cieli è dovuta ai cambiamenti climatici”.

Le interrogazioni parlamentari in Italia sulle scie chimiche – Per avere il senso di quanto il tema delle scie chimiche sia sentito anche in Italia, l’argomento è stato oggetto di 16 interrogazioni parlamentari.

Tra le tante linkiamo quella presentata da Antonio Di Pietro nel 2008  che ebbe riposta dal Sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare Roberto Menia dove tra l’altro si legge: “se si trattasse di un tentativo massiccio di modificare il clima come quello ipotizzato, sarebbe necessario uno sforzo enorme in termini di mezzi, incompatibile colle attività di qualunque aviazione militare; se fosse uno sforzo per avvelenare la popolazione sarebbe molto più efficace, economico e discreto avvelenare direttamente le riserve d’acqua o gli acquedotti, invece di diffonderlo tramite aereo da altissime quote.
Dall’esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici non è possibile confermare l’esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico. “.

E voi che ne pensate?

Autore: Vincent Dimaggio

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