Nuova strage migranti tra grecia e Turchia, 7 bambini morti. Svizzera confisca i beni dei rifugiati

Atene, 16 ottobre 2016 – Ancora una volta la cronaca registra la morte di migranti e, purtroppo, tra essi, di bambini.

Secondo quanto riferito ieri dalla Guardia Costiera ellenica, tre bambini sono morti nel naufragio di un’imbarcazione di migranti davanti all’isola di Agathonisi, nel Mare Egeo. Sulla barca c’erano anche un’altra ventina di migranti, che sono stati salvati dall’imbarcazione di una organizzazione non governativa, che aveva raccolto la richiesta di soccorso.

A quanto si apprende il natante naufragato proveniva dalla Turchia. Al momento non si conosce la nazionalità di vittime e sopravvissuti.

Ma purtroppo la tragedia non è finita qui. Poco più tardi, secondo quanto riferito da Medici Senza Frontiere, un gruppo di 40 migranti è riuscito a sbarcare sull’isola greca di Farmakonisi ma fra loro c’era un neonato morto.

Ancora una tragedia si è registrata a largo della costa del distretto turco di Ayvacik, dalla quale erano partiti 13 migranti: anche in questo caso la barca ha naufragato e si è rovesciata provocando la morte di tre bambini e un adulto. Altri nove migranti sono stati salvati dalla guardia costiera turca e da alcuni pescatori.

Unhcr: 58 migranti morti dall’inizio dell’anno – Secondo i dati l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, dall’inizio dell’anno sono 58 i migranti morti o dispersi nel Mediterraneo. Ma è tra i bambini, i più deboli, che c’è un triste dato riportato dalle autorità greche, secondo le quali circa la metà delle duecento persone affogate nel 2015 nelle acque dell’Egeo erano bambini e neonati.

Dopo la Danimarca anche la Svizzera confisca i beni dei rifugiati – Secondo quanto comunicato dalla radio svizzera Srf, i rifugiati in arrivo alla frontiera svizzera trovano un volantino con su scritto: “consegnare i propri beni in cambio di una ricevuta”.
E’ questa la conseguenza della decisione della Confederazione Helvetica di imporre ai rifugiati di consegnare fino a 10.000 franchi svizzeri (circa 9.000 euro) dei loro beni per pagare le spese di accoglienza.

La Svizzera segue dunque l’esempio già adottato dalla Danimarca.

Autore: Donato Paolino

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *