Obesità infantile, arriva “You” il robottino giocattolo che interagisce con i bambini

Napoli, 11 novembre 2015 – Per combattere l’obesità infantile arriva “You” un robottino giocattolo interattivo che stimola i bambini a riconoscere il senso di sazietà. L’idea nasce dalla ricerca psicologica sui legami familiari nei casi di obesità infantile ed è venuta a tre docenti della Seconda Università di Napoli, con la collaborazione di un gruppo di studenti.

[easy_ad_inject_1]Il progetto si pone l’obiettivo di aiutare i bambini obesi o in sovrappeso a riconoscere gli stimoli di fame e sazietà e migliorare le proprie abitudini alimentari, utilizzando un meccanismo di identificazione.

Il robottino interagisce con il bambino come se fosse un suo reale compagno di giochi e si relaziona con lui quotidianamente attraverso un App. Il dispositivo è corredato anche da un bracciale che analizza i parametri metabolici del bambino e l’attività fisica svolta, invitandolo a praticare sport in maniera regolare.

Mediante l’applicazione il bambino nutre il robot selezionando gli alimenti che slui stesso ha assunto e le relative quantità. Assunte le informazioni, il robottino interagisce con il bambino mediante segnali luminosi, espressioni del viso o frasi relative alle proprie sensazioni, come ad esempio ‘ho mangiato tanto’, ‘mi sento gonfio’, ‘basta stare fermo, ho voglia di muovermi!’.

In questo modo si vuole stimolare il bambino a prendere coscienza del proprio modo di mangiare in modo da invogliarlo a mettere in atto i cambiamenti alimentari necessari affinché perda peso senza sentirlo come un sacrificio.

Il bracciale, inoltre, permette al robottino di rilevare la presenza di altri bambini, stimolando così le occasioni di gioco collettivo con premi che si possono accumulare attraverso una sana alimentazione e una corretta attività fisica.

“‘You’ non intende semplicemente educare il bambino ad abitudini alimentari corrette, ma aiuta il piccolo ad autoregolarsi, stimolando il riconoscimento delle sensazioni di sazietà e di fame”

spiegano i ricercatori.

Gli ideatori del progetto sono i docenti di Psicologia Paolo Cotrufo e Stefania Cella e di Design Rosanna Veneziano della Seconda Università di NApoli, che si sono avvalsi della collaborazione degli studenti del corso di Social Design per l’innovazione, Antonio Basilicata, Daniele Caccavale e Clarita Caliendo.

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Autore: Donato Paolino

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