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Olio di palma fa male? Le novità Efsa e le posizioni contrastati

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L’olio di palma fa male? E’ questa la domanda che molte persone si pongono e le risposte spesso le cercano sul web non certamente non mancano spunti spesso contrastanti.

Spesso si legge dei pericoli dell’olio di palma per la nostra salute. Per mesi abbiamo assistito ad una campagna mediatica dell'”olio di palma sostenibile” che farebbe bene e al contempo molte aziende pubblicizzano “prodotti senza olio di palma” perché probabilmente i loro responsabili marketing hanno capito che c’è tutta una nicchia di consumatori che pone maggiore attenzione agli ingredienti dei prodotti che acquistano e molti di loro evitano appunto prodotti con olio di palma.

Solo un anno fa una ricerca della Società italiana di Diabetologia, metteva in relazione l’insorgenza del diabete con il consumo eccessivo di olio di palma, un ingrediente che si trova in molti alimenti, in particolare quelli dell’industria dolciaria. Secondo i ricercatori un abuso di olio di palma può compromettere la funzione delle cellule beta del pancreas, impedendone la produzione di insulina e aprendo così le porte al diabete.

In altri casi si sente dire che l’olio di palma è cancerogeno.

La posizione dell’Efsa – L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in un recente report dichiara che “I contaminanti da processo a base di glicerolo presenti nell’olio di palma, ma anche in altri oli vegetali, nelle margarine e in alcuni prodotti alimentari trasformati, danno adito a potenziali problemi di salute” le sostanze tossiche sarebbero il glicidil esteri degli acidi grassi (Ge), 3-monocloropropandiolo (3-Mcpd), e 2-monocloropropandiolo (2-Mcpd).

Secondo l’Efsa i più alti livelli di queste sostanze si trovano nell’olio di palma, ma non solo, e si formano durante le lavorazioni alimentari, in particolare quando gli oli vegetali vengono raffinati a temperature che si aggirano attorno ai 200 gradi.

Interpellanza parlamentare – Un’interrogazione parlamentare per il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin è stata depositata i deputati Pd Colomba e Mongiello, in cui chiedono al ministro “quali siano le valutazioni del ministero in merito ai rischi per la salute dei consumatori derivanti dall’utilizzo dell’olio di palma come ingrediente negli alimenti, nonché dalle sostanze che si formano durante le lavorazioni alimentari, in particolare quando gli oli vegetali vengono raffinati ad alte temperature (circa 200° C)”.

Il Ministro Lorenzin ha chiesto al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, di avviare con urgenza l’esame del parere Efsa e di fare una valutazione della questione nei gruppi tecnici competenti presso la Commissione al fine di considerare l’eventuale necessità di procedere all’adozione di misure, anche in via precauzionale, finalizzate alla tutela della salute dei cittadini europei. “Il ricorso a strumenti comunitari è indispensabile per garantire un approccio realmente tutelante, in quanto omogeneo in tutto il territorio dell’Unione, con l’adozione, se necessarie, di misure uguali in tutti i Paesi membri sia da parte delle Autorità che del settore produttivo”, ha precisato il ministero della Salute.

La disponibilità dell’Aidepi – L’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta italiane su Repubblica spiega “Siamo un settore responsabile, le indicazioni dell’Efsa sono fondamentali per noi e faremo le scelte giuste per tutelare la salute dei consumatori. Con questo obiettivo ci siamo già messi in contatto con il ministero della Salute per valutare insieme come procedere dando la nostra massima disponibilità e collaborazione. Anche questa volta faremo la nostra parte”.

Secondo il Movimento 5 Stelle l’olio di palma è insostenibile: “Cosa contiene l’olio di palma? Che l’olio di palma sia “naturale” e privo di rischi è la prima menzogna.
I frutti della palma, in quanto deteriorabili, vengono sterilizzati, snocciolati, cotti, pressati e filtrati. Successivamente, subiscono un processo di raffinazione, anche con sostanze chimiche, con deodorazione, decolorazione e neutralizzazione che riducono l’acidità dell’olio. Il prodotto finale, di colore bianco-giallino, reduce di tutti questi trattamenti, è costituito per circa il 50% da grassi saturi.
Proprio sul consumo di questo tipo di grassi l’Istituto Superiore della Sanità, pochi giorni fa, ha messo in guardia gli italian : il pericolo per la salute è l’ aumento di malattie cardiovascolari, soprattutto nei bambini e nei soggetti a rischio.
Nell’olio di palma si trova, infatti, una concentrazione altissima di acido palmitico, circa il 44%, a cui le fonti più autorevoli imputano l’aumento di colesterolo e i rischi cardiovascolari. Lo dicono ad esempio l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Center for Science in the Public Interest, la statunitense American Heart Association e l’Agenzia francese per la sicurezza alimentare, ripresa anche dal Consiglio Superiore della Salute del Belgio.” si legge in un post di Mirko Busto, portavoce M5S Camera, pubblicato sul blog di Grillo un paio di mesi fa.

Sempre il Movimento 5 Stelle si è schierato apertamente contro pubblicità sull’olio di palma in tv: “Il servizio pubblico intervenga per bloccare la pubblicità ingannevole dell’olio di palma. Quello in onda sui principali canali Rai è uno spot evidentemente ingannevole perchè fornisce informazioni scorrette ai cittadini”. Così il MoVimento 5 Stelle annuncia un’interrogazione parlamentare in Vigilanza Rai a firma Dalila Nesci e Mirko Busto. “Oltre a interrompere la pubblicazione della pubblicità l’azienda di viale Mazzini dovrebbe dare spazio ad apposite rettifiche. La medesima questione è stata posta anche all’Agcom per quanto riguarda l’emittenza privata”.
“Nel corso degli spot – spiega Busto – vengono riportate asserzioni palesemente false e fuorvianti per ingannare e confondere i consumatori. L’olio di palma è un prodotto di origine industriale ottenuto dalla spremitura dei frutti della palma e raffinato, anche chimicamente. Non si può dire neppure che non abbia effetti negativi sulla salute dato che nell’olio di palma si trova una concentrazione molto alta di acido palmitico a cui l’Organizzazione mondiale della sanità attribuisce un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.”

L’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, costituita nel 2015 da Aziende e Associazioni attive in vari settori merceologici nei quali viene utilizzato l’olio di palma spiega sul suo sito: “L’olio di palma non ha alcuna caratteristica che lo possa rendere meno raccomandabile di un qualunque altro alimento o ingrediente che apporta grassi saturi alla dieta. Può dunque far parte a pieno titolo della nostra alimentazione. ”

L’olio di palma: fenomeno social – Secondo i dati resi noti da Dataweb, Gruppo Data Stampa, tra il 4 e il 6 maggio 2016, in concomitanza della pubblicazione del dossier Efsa, si sono verificate oltre 27.000 azioni e sono in costante crescita, segno che l’olio di palma è certamente tra le tematiche calde che cattura l’interesse del popolo del web.

Per farvi un’idea: Si può consultare il sito dell’Unione olio di palma sostenibile (http://www.oliodipalmasostenibile.it/chi-siamo/). Sull’altro fronte esiste un sito dal nome simile ma dagli argomenti del tutto diversi:

E voi che idea vi siete fatti?

Vincent Dimaggio
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