Omicidio Lidia Macchi, preso assassino dopo 30 anni. E’ un ex compagno di liceo

Varese, 16 gennaio 2016 – Anche in Italia le forze dell’ordine lavorano sui “Cold Case”, parola che ci evoca fictions americane ma che nella realtà ha permesso di ammanettare l’assassino di Lidia Macchi, la studentessa trovata morta in un bosco in provincia di Varese nel 1987.

All’epoca fu uno dei casi più mediatici. Fu il primo caso in Italia in cui si ricorse al test del Dna, anche se poi le analisi non portarono a nulla di concreto.

A cercare Lidia per due giorni tante persone finché la trovarono morta, colpita da 29 coltellate. Aveva solo 20 anni ed era andata a trovare un’amica in ospedale.

Dopo quasi 30 anni la polizia di Varese è risalita all’assassino e lo ha arrestato.
Si tratterebbe di un ex compagno di liceo, Stefano Binda, 48 anni, ex compagno di liceo e, come lei, frequentatore dell’ambiente di Comunione e Liberazione. Secondo gli inquirenti l’assassinio è avvenuto con 29 coltellate dopo averla violentata, perché sarebbe stato convinto che lei si era concessa e che non avrebbe dovuto farlo per il suo “credo religioso”.

A quanto si apprende l’uomo avrebbe inviato una lettera anonima ai genitori il giorno del funerale,nel 1987, missiva che conteneva particolari inquietanti sul delitto.

Autore: Vincent Dimaggio

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