Omicidio tabaccaia di Asti. Il padre della vittima:”aiuteremo la figlia dell’assassino”

Asti, 26 luglio 2015 – Dopo l’arresto di Pasqualino Folletto, assassino reo confesso per l’omicidio di Maria Luisa Fassi, 54 anni, la tabaccaia colpita con 45 coltellate nel suo negozio in conseguenza di una rapina per un valore di 800 euro e deceduta dopo ore di agonia all’ospedale Cardinal Massaia il 4 luglio scorso, il padre della vittima annuncia in un’intervista a La Stampa che aiuterà la figlia malata dell’uomo.

[easy_ad_inject_1] “Ho saputo che quest’uomo ha una figlia malata. Purtroppo. Se lei avrà bisogno noi ci saremo. Faremo il possibile per rendere meno dolorosa la sua sofferenza. La sua famiglia, uccisa anch’essa da un gesto folle, non ha colpe” ha detto Pino Fassi, padre della vittima.
Di questo argomento non parleremo più. – conclude la famiglia Fassi -D’ora in avanti, quello che accadrà tra la nostra famiglia e la moglie e le figlie del signore arrestato, resterà solo una questione nostra, e della nostra coscienza“.

L’arresto – I carabinieri di Asti hanno fermato un cittadino italiani 46enne, Pasqualino Folletto, che avrebbe confessato di essere lui l’assassino della tabaccaia di Asti. A quanto si apprende il Folletto sarebbe un magazziniere incensurato padre di tre figli di cui una malata.

A confermare la confessione dell’uomo sono gli stessi Carabinieri nella cui caserma sarebbe avvenuto l’interrogatorio alla presenza del pm Luciano Tarditi, che ha coordinato l’inchiesta.

All’uomo si è giunti dopo “un meticoloso incrocio di numerosi elementi investigativi: immagini estratte dalle telecamere cittadine, attività tecniche e di sorveglianza, nonché numerosissime testimonianze“. In particolare l’uomo era già stato ascoltato dai carabinieri nei giorni scorsi dei carabinieri perché la sua auto, una Renault Megane grigia, compariva nelle immagini delle telecamere di sicurezza davanti alla tabaccheria di via Volta all’ora dell’omicidio.

Dalle prime informazioni si apprende che l’omicidio sarebbe “maturato nel corso di una rapina“: “Non so spiegarmi perché l’ho fatto: alle urla di quella donna ho perduto la testa” avrebbe confessato Folletto aggiungendo che il movente sarebbero stati i debiti contratti anche per il vizio del gioco.

I carabinieri: “Siamo partiti da un’ombra” – Il colonnello Fabio Federici, comandante provinciale dei carabinieri di Asti ha spiegato: “La prima telecamera ha ripreso solo l’ombra dell’auto che poi, grazie ai controlli, abbiano trovato. Poi abbiamo dato un volto al colpevole. Ci sono state tante illazioni ma non ci sono altre ipotesi, se non quella della rapina finita male. Non è microcriminalità ma un episodio isolato“.

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Autore: Vincent Dimaggio

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